Ha appena 11 anni il più giovane dei minorenni identificati dopo gli scontri e i saccheggi che hanno sconvolto il centro di Milano. Il ragazzino è stato riconosciuto attraverso i video diffusi sui social e rintracciato dai carabinieri nella scuola che frequenta. Essendo sotto i 14 anni, non è imputabile penalmente, ma la vicenda potrebbe essere segnalata alla Procura per i minorenni e ai servizi sociali.
Minori coinvolti negli scontri a Milano, cosa prevede la legge: identificato anche un 16enne
Sul piano giudiziario, l’undicenne non può essere sottoposto a procedimento penale perché, secondo la legge italiana, sotto i 14 anni non si è imputabili. La vicenda potrebbe comunque essere segnalata alla Procura per i minorenni e ai servizi sociali, per le valutazioni di competenza.
Le indagini sui disordini hanno portato all’identificazione anche di un sedicenne rintracciato a Desio, in Brianza, accusato di aver sottratto il cappellino a un carabiniere durante gli scontri di sabato 17 ottobre. Nei suoi confronti sono contestati, a vario titolo, i reati di devastazione, saccheggio, furto e vilipendio delle Forze armate.
Il caso del bambino si inserisce in un quadro più ampio: secondo i dati diffusi dalla Procura e dal Tribunale per i minorenni di Milano, nel fine settimana sono stati arrestati 35 minorenni, la maggior parte dei quali ha 15 o 16 anni.
Trentuno di loro, stando alla nota delle autorità giudiziarie, non aveva precedenti penali. Un dato che contribuisce a delineare la portata degli episodi, sui quali continuano a essere esaminate le immagini raccolte durante i saccheggi e le violenze.
“Era lì per fare i soldi”. Scontri a Milano, chi è il bambino di 11 anni diventato virale su TikTok?
Il più giovane tra i minorenni identificati dopo i disordini che hanno sconvolto il centro di Milano ha appena 11 anni. Stando a quanto riportato da Il Mattino, è italiano di origine marocchina e abita nel quartiere Barona. Il ragazzino è stato riconosciuto dai carabinieri grazie alle immagini registrate durante gli episodi di vandalismo e saccheggio avvenuti nel fine settimana, tra piazza Cairoli e via Dante. I militari lo hanno rintracciato direttamente nella scuola della periferia sud-ovest della città, dove frequenta la seconda media. In alcuni filmati, diventati virali sui social, compare con abiti scuri e il volto coperto da un passamontagna, mentre si allontana da un negozio di abbigliamento preso di mira dai manifestanti.
In una delle sequenze avrebbe con sé diversi capi e cinture ancora provvisti di etichetta; in altre immagini sarebbe stato immortalato nei pressi di una bicicletta in fiamme e di un cestino incendiato. Un comportamento che ha attirato l’attenzione degli utenti online, soprattutto dopo la diffusione di un video in cui il giovanissimo sembra accorgersi di essere ripreso e reagisce con un atteggiamento di sfida nei confronti della telecamera.
«Fa tanto casino», raccontano alcuni studenti di prima e terza media intervistati dal Corriere della Sera. In classe avrebbe un gruppo di coetanei che lo segue, mentre altri preferirebbero non entrare in contrasto con lui. Dopo la diffusione dei filmati degli scontri sui cellulari, a scuola qualcuno avrebbe iniziato a prenderlo in giro per la sua bassa statura: «Ma lui ride, è sempre fama». Secondo quanto raccontato dai compagni, l’undicenne non sarebbe stato interessato alle ragioni della protesta contro il caro vita: «È andato lì per fare casino e diventare ricco, la roba che ha preso si rivende facile».
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