Un 18enne arrestato per gli scontri avvenuti a Milano passa dal carcere agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. La gip ha convalidato il fermo, valutando la giovane età e l’assenza di precedenti penali, ma ha riconosciuto il rischio di nuovi episodi violenti. Disposta una misura meno restrittiva anche per un 21enne, che dovrà presentarsi alle autorità tre volte alla settimana.
Milano, scontri in centro: 18enne ai domiciliari con braccialetto elettronico
La gip Maria Idria Gurgo di Castelmenardo, come riportato da Repubblica, ha convalidato l’arresto di un 18enne coinvolto negli scontri di domenica a Milano, disponendo i domiciliari con braccialetto elettronico. Il giovane, accusato di resistenza pluriaggravata, era tra i sei arrestati. La Procura aveva chiesto il carcere, ma la giudice ha scelto una misura meno severa considerando la «giovane età» e la «incensuratezza dell’indagato».
Il rischio di nuovi episodi ha comunque reso necessario il controllo elettronico. La stessa gip ha disposto anche l’obbligo di firma tre volte alla settimana per un 21enne, dopo aver convalidato il suo arresto. Per gli altri quattro giovani fermati sono attese le decisioni sulle misure cautelari.
Secondo l’accusa, il 18enne, con il volto coperto, avrebbe lanciato un cestino in ghisa contro gli agenti e li avrebbe colpiti con calci e pugni durante il tentativo di fuga.
Nell’interrogatorio avrebbe raccontato di essere andato in piazza Duomo con alcuni amici per curiosità e di essere intervenuto per difendere un amico da «un uomo vestito normalmente», che avrebbe poi riconosciuto come un poliziotto in borghese. La gip ha definito le sue dichiarazioni «sostanzialmente ammissive». Il ragazzo, che vive con la madre, avrebbe inoltre manifestato dispiacere per i fatti contestati.
Scarcerato anche un 21enne: obbligo di firma per tre giorni alla settimana
Il secondo giovane, di origine marocchina, ha negato di aver partecipato alle violenze. Ha spiegato di essere tornato in piazza Duomo per curiosità e di aver portato un passamontagna per proteggersi dai fumogeni. La giudice ha comunque convalidato l’arresto, disponendo l’obbligo di firma tre volte alla settimana anziché il carcere richiesto dalla Procura. Il suo legale, Marco Muscatiello, ha commentato: «Siamo soddisfatti perchè è stata evitata la misura più grave e ciò consente al mio assistito di poter andare al lavoro». L’avvocato ha poi aggiunto: «Al processo ci difenderemo dalle accuse».
