Lo Stato italiano compie un ‘altro passo di grande rilievo nel campo della tutela e della valorizzazione del patrimonio artistico nazionale con l’acquisizione del ritratto di Maffeo Barberini, uno dei rarissimi ritratti attribuiti a Michelangelo Merisi da Caravaggio.
Caravaggio, ritratto di Maffeo Barberini acquisito dallo Stato
Si tratta di un’operazione di forte valore culturale e simbolico, che restituisce alla fruizione pubblica un’opera di straordinaria importanza storica e critica. Il dipinto è stato recentemente presentato al pubblico nella grande mostra dedicata a Caravaggio allestita nel 2025 a Palazzo Barberini a Roma. In quell’occasione l’opera era esposta accanto a un secondo ritratto dello stesso Maffeo Barberini; tuttavia, tra i due, questo appare oggi come il più convincente dal punto di vista stilistico e attributivo, rafforzando ulteriormente l’interesse degli studiosi e del pubblico.
L’attribuzione del dipinto al Merisi risale a Roberto Longhi, figura centrale nella storia della critica d’arte del Novecento. Fu proprio Longhi a restituire piena centralità all’opera di Caravaggio, riconoscendone la portata rivoluzionaria e contribuendo in modo decisivo alla sua riscoperta critica. Da quel momento l’interesse per il maestro lombardo non ha più smesso di crescere, alimentando studi, mostre e nuove ricerche. A testimonianza di quanto il campo degli studi caravaggisti sia ancora oggi vivo e in continua evoluzione, basti ricordare la clamorosa scoperta avvenuta nella primavera del 2021, in pieno periodo pandemico: un “Ecce Homo” attribuito a Caravaggio che stava per essere messo all’asta a Madrid per appena 1.500 euro.
In un’intervista rilasciata all’epoca su Repubblica il Professor Stefano Causa, ordinario di Storia dell’arte moderna all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, raccontò come, assieme alla collega e studiosa Cristina Terzaghi, tra le maggiori studiose del pittore, i due riconobbero all’unisono nel dipinto la mano di Caravaggio, seppur con cautela e pudore critico. Da quel momento prese avvio il processo di studio e di verifica che portò alla rapida identificazione dell’opera come possibile autografo del Merisi.
Stato italiano, acquisizioni di opere culturali
In questo contesto, l’acquisizione del Ritratto di Maffeo Barberini da parte dello Stato assume un significato ancora più rilevante. Non si tratta soltanto di un’operazione patrimoniale, ma di una scelta culturale che riafferma il ruolo delle istituzioni pubbliche nella tutela, nel recupero e nella restituzione alla collettività di opere fondamentali della tradizione artistica italiana. Il valore dell’operazione è accresciuto dalla rarità delle opere di Caravaggio: il catalogo riconosciuto del maestro conta oggi circa sessanta dipinti. Ogni nuova acquisizione o restituzione al patrimonio pubblico assume dunque un peso considerevole non solo sul piano collezionistico, ma anche su quello storico e scientifico.
In secondo piano, ma comunque significativa, si colloca anche la recente acquisizione dell’Ecce Homo di Antonello da Messina, oggi esposto al Forte Spagnolo dell’Aquila, ulteriore segnale di una politica culturale orientata al recupero e alla valorizzazione di capolavori della tradizione italiana. Ci si augura che questa rinnovata attenzione dello Stato verso la cultura non rappresenti un episodio isolato, ma diventi una linea d’azione stabile e lungimirante.
Il patrimonio artistico costituisce infatti uno dei fondamenti dell’identità nazionale e merita di essere sostenuto con continuità, attraverso politiche di tutela, acquisizione e valorizzazione sempre più incisive, oltre che mediante una promozione ampia e capillare delle iniziative culturali. Operazioni come questa dimostrano come lo Stato possa svolgere un ruolo decisivo nel preservare e restituire al pubblico opere fondamentali della storia dell’arte, riaffermando con forza il principio secondo cui l’arte, nella sua forma più alta, appartiene alla collettività.