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Rogoredo, dietrofront di Matteo Salvini sul poliziotto indagato: "Se qualcuno sbaglia, va accertato"

Salvini dietrofront poliziotto Rogoredo

Salvini tenta un dietrofront dopo aver inizialmente difeso il poliziotto indagato: le indagini sollevano dubbi sulla versione ufficiale dell'agente.

La vicenda di Rogoredo, con la morte di Abderrahim Mansouri, ha riacceso il dibattito sul ruolo e sui limiti delle forze dell’ordine in Italia. Il caso del poliziotto Carmelo Cinturrino ha spinto il vicepremier Matteo Salvini a un dietrofront: dopo aver inizialmente espresso un sostegno acritico agli agenti, ha dovuto precisare la necessità di accertare eventuali responsabilità.

La vicenda mette così in luce le tensioni tra sostegno politico agli agenti e rispetto delle procedure investigative.

Gli sviluppi dell’inchiesta e la complessità del caso a Rogoredo

Le indagini sul caso Rogoredo si complicano ulteriormente, tra testimonianze e accertamenti che mettono in discussione la versione fornita dall’assistente capo Carmelo Cinturrino. Secondo quanto riportato dall’ANSA, l’agente avrebbe chiesto ripetutamente denaro e droga a Mansouri e ad altri pusher dell’area, comportamenti che la vittima avrebbe inizialmente accettato ma poi rifiutato, confessando ad amici di temere Cinturrino.

Emergerebbero anche discrepanze sui soccorsi: la chiamata al 118, contrariamente a quanto dichiarato dall’agente, sarebbe avvenuta oltre 20 minuti dopo lo sparo, mentre Mansouri era ancora agonizzante. Inoltre, la pistola a salve trovata vicino al corpo potrebbe non essere stata in suo possesso durante il conflitto, ma collocata successivamente. La somma di questi elementi ha spinto la Procura di Milano ad aggravare l’accusa a Cinturrino per omicidio volontario e a iscrivere altri quattro poliziotti per favoreggiamento e omissione di soccorso.

Come sottolinea Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, “Neanche la polizia può essere al di sopra della legge in uno stato democratico”, e la vicenda dimostra i rischi di una difesa aprioristica delle forze dell’ordine “senza se e senza ma”.

Caso Rogoredo, Matteo Salvini e il dietrofront sul poliziotto: “Se qualcuno sbaglia, va accertato”

Come riportato da Today, il vicepremier Matteo Salvini ha cercato di precisare la propria posizione dopo il caso di Carmelo Cinturrino, il poliziotto coinvolto nella morte di Abderrahim Mansouri a Rogoredo. “Sto sempre dalla parte delle forze dell’ordine, ma se qualcuno sbaglia, va accertato”, ha dichiarato, tentando una sorta di marcia indietro rispetto ai commenti iniziali.

In precedenza aveva criticato le indagini “automatiche previste dalla legge, sostenendo che un agente che si difende non debba essere indagato a priori: “Un poliziotto si difende, il balordo muore, l’agente viene indagato per omicidio volontario. Tutto sbagliato! Io sto col poliziotto”, aveva scritto sui social.

La vicenda mette in evidenza il delicato equilibrio tra sostegno alle forze dell’ordine e rispetto delle procedure legali, ricordando che le indagini servono proprio ad accertare i fatti ancora non chiari.