È emergenza a Ceuta, dove migliaia di migranti hanno tentato di raggiungere la Spagna dal Marocco, anche a nuoto. Almeno 18 persone sono morte. La crisi fa salire la tensione tra Roma e Madrid, con l’Italia che valuta lo stop a Schengen.
Ceuta in allerta, almeno 18 morti nel tentativo di entrare in Spagna
È massima allerta a Ceuta, enclave spagnola situata sulla costa nordafricana, dopo l’arrivo incontrollato di migliaia di migranti provenienti dal Marocco.
Molti hanno cercato di raggiungere il territorio spagnolo a nuoto, mentre altri hanno tentato di superare il confine a piedi. Secondo quanto riferito da El País, il bilancio è di almeno 18 persone morte durante il tentativo di attraversamento. La Guardia Civil e i servizi di emergenza, messi a dura prova dall’entità dell’emergenza, sono concentrati soprattutto sulle operazioni di soccorso ai feriti.
Madrid ha inoltre disposto il coinvolgimento delle unità dell’esercito presenti a Ceuta, chiamate a supportare le forze dell’ordine. La situazione ricorda quella del maggio 2021, quando oltre 8.000 migranti entrarono nell’enclave in appena 48 ore, provocando una grave crisi umanitaria e diplomatica con Rabat. L’Assemblea di Ceuta ha intanto chiesto la chiusura temporanea della frontiera con il Marocco, definendola una misura “urgente e improrogabile” davanti a quella che viene considerata “la più grave crisi degli ultimi anni”.
Sánchez a Ceuta, rafforzati controlli e operazioni di sicurezza
L’emergenza si è aggravata dopo giorni caratterizzati da un incremento degli ingressi irregolari, soprattutto durante le ore notturne. La situazione è poi esplosa alla luce del giorno, quando migliaia di persone si sono dirette verso la frontiera correndo lungo le aree di accesso all’enclave. Le immagini dei migranti che arrivano sulla costa completamente bagnati e delle lunghe colonne sulle colline al confine hanno riportato alla memoria la crisi del 2021. Per affrontare l’emergenza, il premier spagnolo Pedro Sánchez è atteso oggi a Ceuta insieme al ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska. I due raggiungeranno il valico di Tarajal per incontrare i rappresentanti delle forze dell’ordine.
Successivamente è prevista una riunione di coordinamento al Palazzo dell’Assemblea con il presidente di Ceuta Juan Jesús Vivas, il delegato del Governo Miguel Ángel Pérez, i vertici della Polizia Nazionale e della Guardia Civil, il direttore del Centro di Soggiorno Temporaneo per Immigrati e i responsabili della Croce Rossa. Anche Madrid si prepara dunque a rafforzare la risposta, mentre Bruxelles segue con attenzione l’evoluzione della crisi e ribadisce l’impegno nella protezione delle frontiere dell’Unione europea.
Meloni valuta lo stop a Schengen, tensione diplomatica con Madrid
Gli effetti della crisi hanno già superato i confini spagnoli, provocando una reazione politica anche in Italia. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato di stare valutando la sospensione della libera circolazione Schengen con la Spagna, dopo un confronto con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. “Le immagini che arrivano da Ceuta sono impressionanti” e, secondo la premier, dimostrerebbero che l’immigrazione irregolare fuori controllo costituisce una minaccia per la sicurezza dei confini europei. Meloni ha quindi affermato: “L’Italia non resterà a guardare“, aggiungendo che il governo è pronto a utilizzare “anche strumenti straordinari per difendere i confini e la sicurezza dei cittadini”. Una posizione condivisa anche dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha definito l’immigrazione irregolare e incontrollata un pericolo per la sicurezza nazionale. La presa di posizione italiana ha provocato una dura reazione da Madrid: il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha convocato l’ambasciatore italiano, definendo il messaggio di Tajani “indegno“ e accusando l’Italia di demagogia partitica.
L’eventuale ripristino dei controlli non comporterebbe la chiusura dei confini o il blocco dei viaggi tra i due Paesi: i passeggeri provenienti dalla Spagna dovrebbero però sottoporsi ai controlli di polizia nei porti e negli aeroporti italiani, presentando una carta d’identità valida per l’espatrio o il passaporto. Per i cittadini extra-Ue sarebbe inoltre necessario dimostrare la regolarità del soggiorno o la presenza di un visto. La normativa europea consente agli Stati di reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere interne in presenza di una “minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza interna”, con una procedura di notifica alla Commissione europea e agli altri Paesi membri. Misure analoghe sono state adottate in passato, anche durante la pandemia e in occasione di gravi emergenze legate alla sicurezza e ai flussi migratori.
