Gli Stati Uniti accusano una rete dell’intelligence russa di aver pianificato omicidi mirati negli Usa e in Europa, oltre ad attacchi contro infrastrutture nei Paesi schierati al fianco dell’Ucraina.
Cresce la tensione tra Russia e Paesi Nato: droni e incidenti
L’inchiesta americana arriva mentre resta molto alta la tensione tra Mosca e i Paesi della Nato, soprattutto sul fronte orientale dell’Alleanza.
Il 14 settembre un caccia italiano impegnato in una missione Nato ha abbattuto sopra la Lituania un drone entrato nello spazio aereo del Paese dalla Bielorussia e dotato, secondo le autorità lituane, di esplosivo. L’origine russa del velivolo è stata indicata come sospetta ma resta oggetto di accertamenti.
Poche ore dopo la Danimarca ha denunciato un altro grave episodio: una fregata russa avrebbe lanciato due razzi di segnalazione in direzione di un elicottero militare danese impegnato in un’attività di sorveglianza nelle acque internazionali.
Mosca ha respinto la ricostruzione di Copenaghen e ha accusato a sua volta i militari danesi di manovre pericolose.
Anche in Germania sono state avviate verifiche dopo il ritrovamento di possibili resti di un drone nei pressi di un’area militare. Gli episodi si aggiungono agli sconfinamenti registrati negli ultimi mesi sul fianco orientale della Nato: il 19 maggio un velivolo senza pilota ucraino era stato abbattuto sopra l’Estonia da un caccia dell’Alleanza, mentre Kiev aveva sostenuto che la rotta fosse stata alterata dalle attività russe di guerra elettronica.
Sullo sfondo resta anche il precedente di agosto in Polonia, dove le autorità hanno arrestato un cittadino russo accusato di essere stato reclutato per tentare di assassinare un cittadino americano di origine ucraina a Varsavia. Il piano, secondo il premier Donald Tusk, è stato sventato prima che potesse essere portato a termine.
Gli Usa accusano una rete legata all’intelligence russa: cinque persone incriminate
Una rete riconducibile ai servizi di intelligence russi avrebbe organizzato operazioni clandestine negli Stati Uniti e in Europa, con l’obiettivo di colpire dissidenti di Mosca e Paesi considerati vicini all’Ucraina. È quanto sostiene il Dipartimento di Giustizia americano, che il 15 settembre ha annunciato l’incriminazione di cinque persone, tutte ancora latitanti.
Secondo l’accusa, la cosiddetta RIS Network, attiva almeno dal 2024, avrebbe cercato persone disposte a svolgere attività di sorveglianza, organizzare omicidi su commissione e partecipare ad azioni contro infrastrutture civili e militari europee. Tra gli imputati figurano Yuri Khrameev, ex colonnello dell’intelligence russa, il figlio Kirill Khrameev, indicato come ufficiale dell’Fsb, e Oemis Romagoza Durruthy. Sono accusati anche Yaidel Delgado Suarez e Angel Eduardo Castro, che secondo gli investigatori avrebbero partecipato al tentativo di reclutare persone negli Stati Uniti per sorvegliare e uccidere un noto dissidente russo.
In uno degli episodi contestati sarebbe stata promessa una somma di 40mila dollari per “eliminare” l’obiettivo. Il Dipartimento di Giustizia precisa che le contestazioni contenute nell’atto d’accusa sono accuse e che gli imputati sono da considerarsi innocenti fino a un’eventuale condanna.
