Il risultato delle elezioni in Svezia non è ancora definitivo, ma lo scrutinio fotografa un testa a testa tra centrosinistra e centrodestra. I Socialdemocratici di Magdalena Andersson restano in vantaggio, mentre i nazionalisti dei Democratici Svedesi registrano un calo rispetto alle precedenti elezioni.
Elezioni in Svezia, socialdemocratici avanti ma il centrodestra resta a un passo
Le elezioni legislative in Svezia si avviano verso un finale estremamente incerto, con il centrosinistra guidato dai Socialdemocratici di Magdalena Andersson in leggerissimo vantaggio sulla coalizione che sostiene il governo uscente. Alla chiusura delle urne, gli exit poll della tv pubblica Svt indicavano i Socialdemocratici al 27,6%, davanti ai Moderati di Ulf Kristersson, accreditati del 20%.
Più indietro i Democratici Svedesi di Jimmie Akesson, fermi al 17,5%, circa 3,3 punti in meno rispetto alle precedenti politiche. Un risultato inferiore alle aspettative, considerando che i sondaggi delle ultime settimane li indicavano vicini al 19% e potenzialmente davanti agli altri partiti del centrodestra.
Le prime rilevazioni attribuivano al blocco progressista il 51,3%, ma con l’avanzare dello scrutinio il divario si è progressivamente ridotto.
Una prima proiezione di Svt, elaborata sui risultati di 1.054 dei 6.312 distretti elettorali, assegnava 175 seggi al centrosinistra e 174 al centrodestra. Con circa il 75% delle schede conteggiate, il quadro è poi leggermente cambiato: il fronte progressista risulta intorno al 49,4%, contro circa il 49,2% dello schieramento opposto, con una possibile distribuzione di 176 seggi contro 173. Numeri ancora provvisori, ma sufficienti a tenere aperta la possibilità di un ritorno al governo dei Socialdemocratici, storicamente protagonisti della politica svedese.
Elezioni in Svezia: Andersson rivendica il vantaggio, Kristersson attende il risultato definitivo
Di fronte a uno scenario ancora in evoluzione, Magdalena Andersson ha rivendicato il primato della propria formazione e si è detta pronta a guidare nuovamente il Paese. Rivolgendosi ai sostenitori, l’ex premier ha dichiarato: “Noi socialdemocratici saremo sempre pronti ad assumerci le nostre responsabilità. Per il momento siamo in testa. E se questo dato venisse confermato, allora la Svezia avrà un nuovo governo“. Andersson ha però richiamato anche alla necessità di trovare punti di incontro tra le diverse forze politiche: “A prescindere da quale sarà il risultato finale, questo è un segnale che dobbiamo cercare di collaborare“.
Più prudente il premier uscente Ulf Kristersson, secondo cui “Non abbiamo ancora un risultato definitivo. La questione di quale governo guiderà la Svezia nei prossimi anni resta aperta“. Il dato più netto emerso finora riguarda invece il ridimensionamento dei Democratici Svedesi, che negli ultimi anni hanno sostenuto dall’esterno l’esecutivo conservatore e puntavano a ottenere un ruolo ancora più incisivo in caso di vittoria della destra. Akesson ha riconosciuto la perdita di consensi, rivendicando però il peso acquisito dal partito nel dibattito pubblico: “È evidente che abbiamo perso qualche punto percentuale rispetto al risultato di quattro anni fa, ma sento che siamo stati i vincitori di questa campagna elettorale perché sono molte di più le persone nel nostro Paese che non considerano più imbarazzante dire di essere Democratici Svedesi“.
Durante la campagna elettorale hanno avuto un ruolo centrale soprattutto sicurezza e immigrazione, affiancate dalle preoccupazioni per l’economia, il futuro del welfare, le politiche climatiche e il ricorso all’energia nucleare. Proprio su riforme, tassazione e transizione energetica restano inoltre alcune divergenze all’interno dello stesso blocco di centrosinistra, rendendo complessa la costruzione di una maggioranza stabile anche in caso di vittoria.
