> > Ceuta, la situazione attuale: 5mila migranti ancora nell'exclave

Ceuta, la situazione attuale: 5mila migranti ancora nell'exclave

Ceuta, la situazione attuale: 5mila migranti ancora nell'exclave

La situazione attuale a Ceuta è molto delicata. 5mila migranti si trovano ancora nell'exclave.

La situazione a Ceuta resta estremamente delicata a un mese dalla massiccia ondata migratoria che ha interessato l’exclave spagnola in Nord Africa. Migliaia di persone si trovano ancora sul territorio, mentre i sistemi di accoglienza e i servizi pubblici faticano a gestire una situazione definita senza precedenti dalle autorità locali. Nelle ultime ore la tensione è tornata a esplodere con nuovi disordini davanti a un centro di accoglienza, mentre sul fronte dei rimpatri le procedure procedono lentamente.

A preoccupare è anche l’aumento delle denunce per reati sessuali, con numerosi episodi che avrebbero coinvolto minorenni.

Ceuta oggi, situazione attuale: scontri davanti al centro di accoglienza e rimpatri in difficoltà

Nella giornata di lunedì 31 agosto, a Loma Colmenar, centinaia di migranti accampati da settimane hanno cercato di accedere a una struttura di accoglienza temporanea.

La situazione è degenerata quando alcuni hanno tentato di superare la fila, provocando una ressa. La polizia è intervenuta per disperdere la folla e, secondo le ricostruzioni, ha esploso alcuni colpi in aria. Circa 800 persone sono state successivamente fatte entrare nel centro, mentre altre sono state indirizzate verso strutture differenti.

Parallelamente, la macchina dei rimpatri procede a rilento.

Tra le difficoltà ci sarebbe anche la cautela degli impiegati pubblici, preoccupati dalle possibili conseguenze legali legate alla firma degli atti. Particolarmente complessa è la situazione dei minori non accompagnati: dei circa 1.200 ancora presenti a Ceuta, questa settimana dovrebbero partire soltanto poche decine di fascicoli per il rimpatrio ordinario. A rendere ulteriormente complesso il quadro ci sono inoltre le numerose richieste di protezione internazionale.

L’allarme della procura sulle violenze sessuali

A preoccupare maggiormente le autorità locali è però anche l’aumento dei reati di natura sessuale. La procuratrice capo di Ceuta, Silvia Rojas, ha parlato di quasi un’aggressione sessuale al giorno dall’inizio della crisi migratoria. In totale sarebbero 23 gli episodi registrati dalla procura, nove dei quali avrebbero avuto come vittime minori tra i 14 e i 17 anni. Cinque casi sono stati qualificati come stupri. Secondo Rojas, molte delle vittime si trovano in condizioni di particolare vulnerabilità e la situazione sta mettendo sotto pressione i servizi pubblici dell’exclave. La procura ha annunciato il rafforzamento delle misure di tutela, che possono comprendere divieti di avvicinamento e, nei casi ritenuti più gravi, la custodia cautelare.

Nel frattempo, il premier spagnolo Pedro Sánchez ha difeso l’operato del governo, annunciando un incremento dei posti di emergenza disponibili e respingendo le accuse rivolte al Marocco. La crisi di Ceuta rimane quindi al centro di un complesso confronto politico, mentre sul territorio cresce la pressione sulle istituzioni e sui servizi essenziali.

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