Nel panorama sempre più complesso delle operazioni di influenzaun nuovo attore ha fatto la sua comparsa: l’intelligenza artificiale. OpenAI, l’azienda dietro il famoso chatbot ChatGPTha recentemente rivelato che account sospetti, probabilmente basati in Cinahanno cercato di manipolare il dibattito pubblico sui data center negli Stati Uniti.
Questa scoperta solleva importanti domande sul ruolo dell’AI nelle operazioni di influenza e sulle sfide che le piattaforme tecnologiche devono affrontare per garantire l’integrità del dibattito pubblico.
L’uso di ChatGPT per operazioni di influenza
In un rapporto di ricerca pubblicato, OpenAI ha spiegato che un cluster di account, probabilmente originari della Cina, ha utilizzato ChatGPT per generare contenuti social media volti a esacerbare le preoccupazioni pubbliche riguardo ai costi energetici legati ai data center. Tra i contenuti generati, un fumetto mostrava un uomo d’affari con un sigaro che teneva sacchetti contrassegnati con dollari, mentre una famiglia reagiva con shock alla loro bolletta elettrica.
Secondo OpenAI, questi account hanno cercato di manipolare un dibattito legittimo sull’intelligenza artificiale americana, nascondendo le loro vere intenzioni e motivazioni. Un secondo cluster di account ha generato contenuti che dipingevano le tariffe statunitensi come un tentativo di dominare la competizione tecnologica con la Cina, con l’istruzione specifica di non menzionare il leader cinese Xi Jinping.
L’impatto delle operazioni di influenza
OpenAI ha affermato che, sebbene la campagna abbia cercato di sfruttare e amplificare le preoccupazioni esistenti sui prezzi dell’energia, non ha trovato prove di un’influenza significativa. Tuttavia, il caso solleva preoccupazioni più ampie su come le operazioni di influenza straniere possano approfittare di questioni locali per costruire credibilità e alimentare divisioni.
La risposta della Cina e degli esperti
L’ambasciata cinese a Washington, DCha dichiarato di non essere a conoscenza del rapporto, ma ha espresso opposizione a qualsiasi attacco infondato o diffamazione contro la Cina. Un portavoce ha sottolineato che l’AI sta profondamente cambiando il modo in cui le persone lavorano e vivonodefinendola una nuova frontiera per tutta l’umanità.
Darren Linvillprofessore alla Clemson University e studioso di campagne di influenza straniere, ha espresso scetticismo sull’efficacia di queste operazioni. Secondo Linvill, le campagne di influenza cinese finora non sono state particolarmente efficaci, ma il potenziale futuro è una preoccupazione.
Linvill ha anche messo in dubbio la scelta di utilizzare OpenAI per tali operazioni, suggerendo che se la Cina fosse seriamente intenzionata a influenzare il dibattito sui data center, potrebbe non affidarsi a piattaforme americane.
L’opposizione ai data center negli USA
L’opposizione alla costruzione di data center negli Stati Uniti è in aumento, con almeno 36 progetti bloccati o ritardati tra maggio 2026 e giugno 2026. Questo fenomeno è in parte dovuto al grande consumo energetico di queste strutture, che supportano il computing necessario per addestrare e far funzionare modelli di AI come ChatGPT.
Secondo l’International Energy Agencyi data center hanno rappresentato l’1,5% del consumo globale di elettricità nel 2026, con un tasso di crescita del 12% annuo negli ultimi cinque anni. Questo aumento del consumo energetico ha alimentato il dibattito pubblico e politico.
In marzo, il senatore Bernie Sanders e la rappresentante Alexandria Ocasio-Cortez hanno annunciato una legislazione che imporrebbe una moratoria sulla costruzione di nuovi data center fino all’introduzione di safeguard nazionali per mitigare i rischi dell’AI. Tuttavia, con il presidente Donald Trump e i repubblicani al controllo del Congresso, la legge ha poche possibilità di diventare realtà nel prossimo futuro.
Questo caso evidenzia le complesse interazioni tra tecnologia, politica e sicurezza nazionale, e il ruolo crescente dell’AI in queste dinamiche.
