La situazione in Cisgiordania occupata continua a deteriorarsi, con una serie di pogrom, demolizioni di case palestinesi e attacchi da parte dei coloni israeliani. Questi eventi si verificano in un contesto di crescente tensione politica, soprattutto in vista delle elezioni israeliane previste per ottobre.
Le ultime violenze includono demolizioni di case a Birzeit e Nablus, nonché attacchi contro i residenti del villaggio di Burqa.
Questi episodi sono stati condannati a livello internazionale, con l’Irlanda che spinge per sanzioni contro i prodotti provenienti dagli insediamenti illegali israeliani durante un incontro informale dei ministri dell’Unione Europea.
Demolizioni e attacchi dei coloni
Nella città di Birzeit, a nord di Ramallah, le forze israeliane hanno demolito due edifici residenziali, affermando che mancavano dei permessi di costruzione necessari.
A Nablus, un bulldozer è stato utilizzato per radere al suolo una casa a due piani e un edificio a tre piani in costruzione.
Nel villaggio di Burqa, a est di Ramallah, video verificati hanno mostrato un grande gruppo di coloni che ha fatto irruzione nel villaggio e attaccato i palestinesi. Uno dei video mostra coloni e palestinesi che si scambiano sassi.
Testimoni hanno riferito che i coloni sono entrati nel villaggio da diverse direzioni, assalendo i residenti, tentando di appiccare il fuoco alle auto e rubando il bestiame.
Condanne internazionali e reazioni politiche
L’ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani ha affermato che la violenza dei coloni è a un “livello senza precedenti”, con nuovi insediamenti approvati e coloni e l’esercito israeliano che spesso agiscono insieme contro le comunità palestinesi.
La violenza dei coloni e l’espansione degli insediamenti sono all’ordine del giorno di un incontro di due giorni dei ministri degli Esteri dell’UE in Irlanda, a partire da martedì. L’Irlanda, che detiene la presidenza di turno del Consiglio dell’UE e ha mosso per bandire i prodotti degli insediamenti, vuole che gli Stati membri agiscano insieme.
Le discussioni dovrebbero costruire su colloqui a Bruxelles a luglio, basati su un documento riservato della Commissione Europea che propone tre opzioni, tra cui un sistema di licenze di importazione, tariffe proibitive o un divieto totale. Le regole dell’UE richiedono che i prodotti provenienti dagli insediamenti illegali della Cisgiordania siano etichettati come provenienti dal territorio occupato piuttosto che da Israele. Tuttavia, il blocco non ha vietato il commercio con gli insediamenti, lasciando questa decisione agli Stati individuali.
Condanne e reazioni politiche in Israele
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha condannato fermamente gli “atti criminali di violenza” a Qusra e Jalud, incolpando un “piccolo gruppo di teppisti” che ha violato la legge, interferito con le forze militari e danneggiato la reputazione di Israele nel mondo. Ha dichiarato pubblicamente di aspettarsi che le autorità di polizia “arrestino i teppisti e li portino davanti alla giustizia”.
Tuttavia, questa indignazione pubblica è in netto contrasto con la realtà sul campo. Filmati documentati hanno catturato coloni mascherati che assaltano i villaggi di Qusra e Jalud su pickup aperti, secondo i media israeliani. Nonostante queste prove visive e le dichiarazioni pubbliche di Netanyahu, la polizia israeliana del distretto della Cisgiordania, sotto il comando di Moshe Pinchi, non ha effettuato alcun arresto.
Il presidente Isaac Herzog ha eco di questo sentimento, definendo gli eventi una “linea rossa”. L’ex ambasciatore degli Stati Uniti in Israele Mike Huckabee ha lodato la dichiarazione di Herzog e ha affermato che i 500.000 israeliani che vivono in Cisgiordania sono “più disgustati da un piccolo gruppo di teppisti”.
Il ministero degli Esteri israeliano ha dichiarato che la violenza perpetrata da “estremisti” è in completa contraddizione con i valori di Israele. Il leader dell’opposizione Yair Lapid ha descritto un altro fine settimana di scorribande violente come una “macchia morale” e ha affermato che il fallimento del governo nel affrontare la violenza israeliana in Cisgiordania è una “vergogna nazionale”.
Esperti hanno detto ad Al Jazeera che questo coro di condanne da parte dell’establishment israeliano rappresenta una manovra politica calcolata da parte del governo, che sta attivamente ingegnerizzando l’annessione della Cisgiordania.
