La cattura di Ismael ‘El Mayo’ Zambada García, uno dei capi del cartello di Sinaloa, ha acceso una nuova controversia tra Messico e Stati Uniti. La presidente messicana Claudia Sheinbaum ha criticato aspramente l’operazione che ha portato all’arresto del boss, sostenendo che gli Stati Uniti abbiano agito senza il coinvolgimento delle autorità messicane, violando così la sovranità nazionale.
L’arresto di Zambada, avvenuto il 25 luglio del 2026, è stato reso possibile grazie a un inganno orchestrato da Joaquín Guzmán López, figlio del noto narcotrafficante Joaquín ‘el Chapo’ Guzmán. Zambada è stato convinto a salire su un aereo che lo ha portato in territorio statunitense, dove è stato arrestato insieme a Guzmán López.
Le accuse di violazione di sovranità
Sheinbaum ha affermato che l’operazione USA ha provocato una divisione interna nel cartello di Sinaloa, generando violenza in diverse regioni del Messico. La presidente ha sottolineato che il risultato sarebbe stato diverso se le autorità messicane fossero state coinvolte. ‘Presumiamo che ci sia stata un’ingerenza degli Stati Uniti in quell’operazione di cui non siamo stati informati’, ha dichiarato Sheinbaum.
La controversia è stata ulteriormente alimentata dalla scoperta che l’aereo utilizzato per il trasporto di Zambada è stato esposto come trofeo nel War Eagles Air Museum di Santa Teresa, New Mexico. Questo ha sollevato dubbi sulla versione ufficiale degli Stati Uniti, che hanno sempre negato qualsiasi coinvolgimento nell’operazione. L’ambasciatore USA Ken Salazar ha ripetutamente affermato che ‘non era il nostro aereo, non era il nostro pilota e non era la nostra operazione’.
Le indagini del Messico
Il Messico ha avviato un’indagine per verificare se gli Stati Uniti abbiano mentito riguardo al loro coinvolgimento nella cattura di Zambada. La procuratrice generale Ernestina Godoy ha dichiarato che, se le recenti segnalazioni saranno confermate, si tratterebbe di una serie di violazioni della legge messicana e internazionale, oltre che di una menzogna da parte di un diplomatico statunitense.
‘Il problema qui è se ci sia stata una violazione di sovranità’, ha affermato Sheinbaum durante una conferenza stampa. Le tensioni tra i due paesi sono aumentate ulteriormente dopo che Donald Trump ha minacciato un’invasione terrestre in Messico per combattere i cartelli della droga. Inoltre, in aprile, sono emerse notizie di un raid della CIA in un laboratorio di droga nel nord del Messico, apparentemente senza l’approvazione del governo federale.
Le conseguenze della cattura di Zambada
La cattura di Zambada ha scatenato una violenta battaglia interna tra le principali fazioni del cartello di Sinaloa, Los Mayos e Los Chapitos. Secondo un rapporto dell’International Crisis Group, gli scontri tra queste fazioni hanno causato centinaia di omicidi e altri atti di violenza, con l’obiettivo di ottenere il controllo di una delle principali organizzazioni criminali del continente.
Il rapporto evidenzia che entrambe le fazioni utilizzano armi da fuoco, veicoli blindati e persino droni, causando alti livelli di violenza e interrompendo la vita quotidiana in diverse regioni di Sinaloa. Nonostante gli sforzi delle autorità per contenere la violenza, la produzione e il traffico di fentanilo verso gli Stati Uniti non si sono interrotti.
La presidente Sheinbaum ha dichiarato che il Messico ha bisogno del supporto degli Stati Uniti per combattere il cartello di Sinaloa, ma ha anche sottolineato la necessità di difendere la sovranità nazionale. ‘Ne parleremo con Trump a tempo debito’, ha affermato Sheinbaum, lasciando intendere che il tema sarà affrontato in una futura conversazione con il presidente statunitense.
