Nel panorama economico attuale, l’autoimpiego e l’imprenditorialità giovanile rappresentano strumenti fondamentali per contrastare l’esclusione dal mercato del lavoro. Il Piano Autoimpiego introdotto dal Decreto Coesione (DL 60/2026) offre un ventaglio di opportunità per i giovani che desiderano avviare attività autonome, imprenditoriali o libero-professionali.
Promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e finanziato con risorse dell’Unione europea il piano si articola in contributi economici, formazione e servizi di tutoraggio.
L’obiettivo è chiaro: fornire supporto concreto per l’avvio e l’accompagnamento di nuove realtà produttive su tutto il territorio nazionale.
Le misure del Piano Autoimpiego
Il piano prevede diverse misure chiave per sostenere i giovani imprenditori. Tra queste, spiccano i contributi a fondo perduto per avviare nuove attività in quasi tutti i settori economici, ad eccezione di agricoltura, pesca e acquacoltura.
Inoltre, offre una formazione iniziale facoltativa per chi intende avviare un’attività autonoma e un tutoraggio per tutte le iniziative ammesse al contributo.
Il tutoraggio è suddiviso in due tipologie: supporto tecnico per la realizzazione degli investimenti e la rendicontazione delle spese, e supporto gestionale per affrontare le criticità delle fasi di startup. Questi servizi sono finanziati con risorse del Programma nazionale Giovani, donne e lavoro Fse+ e del Pnrr.
La formazione iniziale
La formazione iniziale è un elemento cruciale del piano. Articolata in due fasi, una collettiva di 60 ore e una individuale o per piccoli gruppi di 40 ore, mira a rafforzare le competenze imprenditoriali e a facilitare l’accesso agli incentivi gestiti da Invitalia. Le azioni formative sono organizzate da Enm e finanziate con risorse del Pnrr missione 5 Inclusione e coesione per un importo di 100 milioni di euro.
Il tutoraggio tecnico e gestionale
Il tutoraggio tecnico, finanziato con 60 milioni di euro, fornisce assistenza operativa alle neoimprese nelle fasi di avvio, realizzazione degli investimenti e rendicontazione delle spese. Ogni impresa è affiancata da un tutor dedicato che offre supporto continuativo a richiesta.
Il tutoraggio gestionale, con un budget di 15 milioni di euro, aiuta le iniziative finanziate ad affrontare con successo la fase di penetrazione nel mercato e a gestire le criticità tipiche delle startup. Questo servizio offre un accompagnamento personalizzato su temi come la pianificazione, il marketing, la gestione dei fornitori e la contrattualistica.
La strategia di Sviluppo Lavoro Italia
Sviluppo Lavoro Italia l’organismo ‘in house’ del Ministero del Lavoro, gioca un ruolo cruciale nell’implementazione delle politiche sul territorio. Paola Nicastro, presidente e amministratore delegato di Sviluppo Lavoro Italia, ha delineato la strategia per agevolare l’occupazione, con un focus particolare sui giovani e sulle donne.
La formula rinnovata dell’autoimpiego non si limita a fornire supporto economico, ma include anche azioni di accompagnamento, tutoraggio e formazione. Questo approccio mira a preparare i giovani non solo a mettersi in proprio, ma anche a mantenere nel tempo le loro imprese.
Una delle iniziative più rilevanti è la campagna nazionale C’è Posto per Te che ha portato informazione e opportunità direttamente nei luoghi dove vivono i giovani. Attraverso attività seminariali, laboratori e formazione digitale, la campagna ha avuto un grande successo in termini di partecipazione e di recruiting.
Nicastro ha sottolineato l’importanza di incentivare l’occupazione femminile, evidenziando che un aumento della componente femminile nel mercato del lavoro potrebbe portare a una crescita significativa del PIL.
