Le tensioni tra Stati Uniti e Iran si sono intensificate nuovamente nel Golfo Persico e nel Golfo di Oman. Gli Stati Uniti hanno distrutto cinque petroliere iraniane in risposta a tentativi di attacco missilistico contro una nave da guerra statunitense. L’Iran ha reagito con una serie di attacchi contro navi e basi americane, minacciando ulteriori ritorsioni.
Questo nuovo scontro segue una serie di bombardamenti sporadici nella regione, dopo settimane di relativa calma. Le ostilità tra i due Paesi sono riprese domenica scorsa, dopo che le forze statunitensi hanno condotto attacchi contro lanciatori di razzi iraniani nello stretto di Hormuz, un punto di strozzatura strategico per il transito dell’energia.
Gli attacchi statunitensi contro le petroliere iraniane
Il Comando centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha dichiarato di aver colpito quattro petroliere iraniane nel Golfo di Oman e una vicino all’isola di Kharg, il principale centro di distribuzione del petrolio iraniano. Gli attacchi sono stati presentati come una risposta ai tentativi dell’Iran di colpire una nave militare statunitense con missili balistici due volte negli ultimi due giorni.
Le forze statunitensi hanno ordinato agli equipaggi di abbandonare le navi prima che queste venissero colpite e rese inutilizzabili. Il CENTCOM ha sostenuto che le petroliere colpite facessero parte della flotta fantasma dell’Iran, ovvero della rete di navi che trasportano petrolio aggirando le sanzioni internazionali.
La risposta dell’Iran
In risposta alla distruzione delle petroliere, Teheran ha dichiarato di aver attaccato due navi statunitensi, otto petroliere e altre dieci imbarcazioni. La marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha colpito di mira due navi Usa e otto petroliere, infliggendo loro danni considerevoli.
L’IRGC ha anche minacciato ritorsioni dopo che gli Stati Uniti avevano colpito tre petroliere iraniane sabato scorso. Le forze del CENTCOM hanno condotto un’ulteriore ondata di attacchi martedì, prendendo di mira siti di difesa aerea dell’IRGC, capacità di posa di mine e sistemi radar, oltre a risorse e infrastrutture marittime e siti di comunicazione.
La situazione attuale
La guerra in Medio Oriente, iniziata a fine febbraio con i bombardamenti israeliani e statunitensi sull’Iran, è da mesi in una fase di stallo. Nelle ultime settimane gli Stati Uniti hanno ripetutamente preso di mira le infrastrutture militari e di comunicazione iraniane, indebolendole in maniera significativa. L’Iran, tuttavia, ha mostrato di essere ancora in grado di lanciare missili verso i paesi limitrofi, comportando una minaccia anche per i mezzi e le truppe statunitensi impegnate nell’area.
Mercoledì mattina le forze armate della Giordania hanno detto di aver intercettato 18 missili balistici provenienti dall’Iran, e che altri due sono precipitati in zone non popolate, senza causare morti o feriti. Per ora gli Stati Uniti non hanno commentato.
