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Stati Uniti colpiscono tre petroliere iraniane: la crisi si intensifica

Stati Uniti colpiscono tre petroliere iraniane: la crisi si intensifica

La tensione tra Iran e Stati Uniti si intensifica dopo che gli USA hanno colpito tre petroliere iraniane. Scopri le dichiarazioni del Pentagono e le ripercussioni economiche.

La situazione in Medio Oriente si fa sempre più critica. Gli Stati Uniti hanno colpito tre petroliere iraniane in risposta agli attacchi missilistici lanciati dalla Guardia Rivoluzionaria Iraniana contro due navi da guerra americane. Questo episodio rappresenta un’ulteriore escalation in un conflitto che dura ormai da mesi.

La Strait of Hormuz una delle vie di navigazione più strategiche al mondo, è al centro di questa crisi.

Il traffico marittimo ha subito un rallentamento significativo, con conseguenze immediate sui prezzi del petrolio. La Goldman Sachs ha già rivisto al rialzo le sue previsioni sui prezzi del greggio, prevedendo disagi che si protrarranno almeno fino.

Le dichiarazioni del Pentagono e le minacce iraniane

Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth ha dichiarato senza mezzi termini: “Se l’Iran spara contro le nostre navi, affonderemo le loro petroliere.

Non hanno né una marina né un’aeronautica. Le nostre forze armate possono colpirle tutte.” Queste parole sono state pronunciate dopo che il CENTCOM ha annunciato l’attacco contro tre petroliere iraniane.

L’ammiraglio Brad Cooper capo del US Central Command ha aggiunto: “Non esiteremo a difendere le nostre forze e, se necessario, distruggeremo la flotta di petroliere iraniane.” Le petroliere colpite si trovavano al largo dell’isola di Kharg vicino a Jask a est dello Stretto di Hormuz e nel Golfo di Oman.

Le ripercussioni economiche e la reazione iraniana

La crisi ha avuto un impatto immediato sull’economia iraniana. Il rial ha raggiunto un nuovo minimo storico, con un dollaro che vale ora 2,27 milioni di rial nel mercato libero. Questa svalutazione riflette le pressioni economiche a cui l’Iran è sottoposto.

L’Iran ha risposto alle azioni americane con dichiarazioni di sfida. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei ha invitato i cittadini americani a non lasciare che i loro figli siano arruolati in una guerra che non è la loro. “Non permettete che i vostri figli diventino mercenari in una guerra che non hanno scelto.”

Nel frattempo, il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz ha subito un rallentamento, con solo sette navi che hanno attraversato lo stretto il 9 settembre 2026, rispetto alle otto del giorno precedente. Questo ha portato a un aumento del traffico attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb con 29 navi che lo hanno attraversato nello stesso periodo.

La situazione in Yemen e la solidarietà con la Cina

La crisi non si limita al conflitto diretto tra Iran e Stati Uniti. In Yemen scontri tra le forze governative e i ribelli Houthi hanno causato la morte di oltre 60 persone, tra cui civili. Questo conflitto, sostenuto indirettamente dall’Iran, aggiunge ulteriore instabilità alla regione.

L’Iran ha anche espresso solidarietà con la Cina con il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf che ha dichiarato: “La Cina promuove la sicurezza Comune, un principio che l’Iran ha sempre sostenuto.” Questa dichiarazione sottolinea la volontà dell’Iran di costruire una nuova architettura di sicurezza regionale.

La situazione rimane estremamente delicata, con entrambe le parti pronte a ulteriori azioni. La comunità internazionale osserva con preoccupazione, sperando in una soluzione diplomatica prima che la crisi si trasformi in un conflitto su larga scala.

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