Ultimo aggiornamento: 9 settembre 2026. Gli Stati Uniti hanno colpito e reso inutilizzabili petroliere iraniane al largo dell’isola di Kharg vicino a Jask nello Stretto di Hormuz e in altre aree del Golfo di Oman in un’operazione condotta dal Pentagono che ha accompagnato una serie di attacchi reciproci tra Washington e Teheran.
La notizia è rilevante perché interessa una delle vie di navigazione più strategiche del Medio Oriente con ripercussioni immediate sul traffico marittimo e sui mercati energetici.
La mossa segue tentativi di attacco lanciati dalla Guardia Rivoluzionaria Iraniana contro navi militari statunitensi e fa salire la tensione nella regione.
Perché l’azione militare è stata intrapresa
Il Pentagono ha motivato gli attacchi come risposta a tentativi missilistici e a una presunta campagna di ostilità marittima contro unità americane. Pete Hegseth ha dichiarato: “Se l’Iran spara contro le nostre navi, affonderemo le loro petroliere.
Non hanno né una marina né un’aeronautica. Le nostre forze armate possono colpirle tutte.” L’azione è stata presentata come misura di autodifesa dopo attacchi e tentativi di attacco diretti alle forze statunitensi nell’area.
Dettagli delle operazioni e numeri delle navi coinvolte
Secondo gli annunci di comando, sono state colpite inizialmente tre petroliere iraniane in una prima ondata; successivi aggiornamenti hanno indicato fino a cinque petroliere distrutte, quattro nel Golfo di Oman e una vicino a Kharg.
Le forze statunitensi hanno ordinato agli equipaggi di abbandonare le unità prima dell’attacco. Le autorità militari hanno indicato che alcune delle navi facevano parte della cosiddetta “flotta fantasma” iraniana, utilizzata per aggirare sanzioni internazionali.
Risposta iraniana e altri sviluppi militari
Teheran ha reagito con attacchi dichiarati contro navi e installazioni statunitensi, sostenendo di aver colpito due navi Usa, otto petroliere e altre dieci imbarcazioni in rappresaglia. La Marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione ha annunciato operazioni offensive mentre forze statunitensi hanno effettuato attacchi mirati contro siti di difesa aerea, radar e capacità di posa di mine. Sono stati segnalati anche lanci missilistici e intercettazioni su scala regionale; una nazione vicina ha riferito di aver intercettato 18 missili balistici provenienti dall’Iran, con due precipitati in zone non popolate.
Impatto economico e commerciale
Il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz ha subito un rallentamento, con sette navi che hanno attraversato lo Stretto il 9 settembre 2026 rispetto alle otto del giorno precedente, mentre il passaggio attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb è aumentato a 29 navi nello stesso periodo. La Goldman Sachs ha rivisto al rialzo le sue previsioni sui prezzi del greggio in ragione delle tensioni e degli impedimenti al transito. Sul mercato interno iraniano la valuta ha risentito della crisi: il cambio nel mercato libero ha raggiunto il valore di 2,27 milioni di rial per dollaro.
Dimensione politica e dichiarazioni ufficiali
Il Ministero Esteri iraniano ha pronunciato avvertimenti contro ulteriori attacchi e ha invitato la popolazione a resistere alle pressioni esterne; Esmaeil Baghaei ha lanciato un appello diretto agli americani a “Non permettete che i vostri figli diventino mercenari in una guerra che non hanno scelto.” Il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, ha espresso solidarietà strategica con la Cina affermando che “La Cina promuove la sicurezza Comune, un principio che l’Iran ha sempre sostenuto.”
La regione dello Yemen ha registrato scontri che hanno causato la morte di oltre 60 persone, ampliando la crisi regionale e complicando la situazione di sicurezza marittima e terrestre nel Medio Oriente.
