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Uomo trovato morto in un’auto nel fiume Tergola: si indaga per omicidio

Uomo trovato morto in un’auto nel fiume Tergola: si indaga per omicidio

Trovato morto in un’auto nel fiume Tergola, nel Padovano: il corpo era legato e parzialmente occultato. Si indaga per omicidio.

Un uomo ancora senza nome è stato trovato morto in un’auto senza targhe nel fiume Tergola, nel Padovano. Il corpo era legato e parzialmente occultato: gli investigatori ipotizzano un omicidio e cercano di ricostruire l’identità della vittima e la dinamica dei fatti.

 

Cadavere nel fiume Tergola, uomo trovato legato in un’auto: si indaga per omicidio

Come riportato da Sky Tg24, un uomo ancora senza nome è stato trovato senza vita nella mattinata dell’8 settembre all’interno di una Fiat Bravo nera, priva di targhe, finita nelle acque del fiume Tergola, nel Padovano. Il ritrovamento è avvenuto nella zona di Torre di Burri, lungo via del Santo, all’altezza del civico 69, nei pressi di una rotatoria trafficata.

A far scattare l’allarme sarebbe stato un automobilista che avrebbe notato la vettura affiorare dall’acqua. I vigili del fuoco di Padova hanno provveduto al recupero del mezzo, mentre i carabinieri della compagnia di Cittadella e del Nucleo investigativo del comando provinciale di Padova hanno avviato gli accertamenti.

La vittima, di età stimata tra i 45 e i 55 anni, sarebbe stata uccisa con un’arma da fuoco, secondo quanto appreso dall’Ansa da fonti vicine alla Procura.

Il corpo era legato, parzialmente nascosto e coperto da parti di uno pneumatico; altri due pneumatici sono stati rinvenuti nell’abitacolo. La posizione della salma, nella parte posteriore della vettura, farebbe pensare che possa essere stata caricata attraverso il baule. Gli investigatori valutano quindi l’ipotesi di un’esecuzione seguita da un tentativo di occultamento, ma la dinamica resta da ricostruire.

 

Cadavere nel Tergola, autopsia e impronte per identificare la vittima

La prima ricognizione esterna avrebbe evidenziato segni compatibili con una permanenza in acqua non superiore a circa 12 ore, un elemento ancora preliminare che dovrà essere approfondito con l’autopsia, prevista nelle prossime ore. Al momento non sono stati trovati documenti utili a identificare l’uomo. Per risalire al suo nome, i carabinieri punteranno anche sulle impronte digitali, da confrontare con le banche dati disponibili: eventuali precedenti penali o una recente richiesta di carta d’identità elettronica potrebbero facilitare il riconoscimento.

Parallelamente, gli investigatori stanno cercando di individuare il proprietario e l’ultima persona che ha utilizzato la Fiat Bravo attraverso il numero di telaio, mentre vengono acquisiti i filmati delle telecamere presenti nella zona. Le immagini potrebbero aiutare a ricostruire il percorso dell’auto e a individuare chi l’abbia condotta fino al luogo del ritrovamento.

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