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Sostituzione dell'assistente sociale nel caso di Palmoli: cosa è accaduto

Sostituzione dell'assistente sociale nel caso di Palmoli: cosa è accaduto

Una nuova assistente sociale, Giuseppina Tittaferrante, è stata designata per seguire il percorso di ricongiungimento della famiglia di Palmoli. Intanto è stato aperto un procedimento disciplinare nei confronti di Veruska D'Angelo per la presunta violazione di sei articoli del codice deontologico; i tre bambini rimangono ospitati in una casa famiglia a Vasto.

Il caso della cosiddetta famiglia di Palmoli si muove su più fronti: da un lato è stata nominata una nuova professionista per seguire le pratiche di rientro dei minori, dall’altro è stato avviato un procedimento disciplinare che interessa l’assistente sociale che aveva finora seguito la vicenda. Le tensioni attorno al dossier coinvolgono enti professionali, legali della famiglia e l’ente locale che sostiene i costi di accoglienza dei bambini.

La nomina e il procedimento hanno ripercussioni pratiche immediatamente tangibili: è stata fissata una convocazione per un incontro tra il nuovo professionista e l’avvocato della famiglia finalizzato ad accordare le modalità del rientro graduale dei minori, mentre i minori restano temporaneamente collocati in struttura protetta in provincia di Chieti.

Sostituzione dell’assistente sociale e convocazione dell’avvocato

È stata indicata come nuova referente per il caso la signora Giuseppina Tittaferrante che prenderà in carico le attività operative collegate al piano di rientro familiare. L’avvocato della famiglia, Simone Pillon ha reso noto che “Dopo numerosi solleciti abbiamo finalmente ricevuto la convocazione“: l’appuntamento con la nuova assistente sociale è stato fissato per il 9 settembre.

L’incontro è finalizzato a concordare le modalità di un “graduale rientro dei minori” come disposto dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila.

Ruolo pratico della nuova assistente

Il compito operativo della nuova assistente sociale comprende il coordinamento delle fasi previste dal provvedimento giudiziario e il monitoraggio dei passaggi di ricongiungimento. L’obiettivo indicato dal Tribunale è un rientro “a tappe” dei tre minori nella famiglia: la procedura prevede valutazioni e verifiche periodiche e il coordinamento con la struttura che attualmente ospita i bambini.

Procedimento disciplinare nei confronti di Veruska D’Angelo

Contemporaneamente alla sostituzione è stato aperto un procedimento disciplinare dall’organo competente dell’Ordine degli assistenti sociali della Regione Abruzzo nei confronti di Veruska D’Angelo. L’accusa riguarda la presunta violazione di sei articoli del codice deontologico della professione. Le segnalazioni che hanno portato all’apertura del fascicolo sono due e pongono l’accento su presunte manchevolezze nel rapporto professionale e nella gestione della comunicazione esterna.

Ambiti delle presunte violazioni

Tra le norme contestate figurano articoli relativi ai principi generali della professione che richiamano l’obbligo di considerare la persona nella sua complessità biologica, psicologica, sociale, culturale e spirituale e di non esprimere giudizi di valore o imporre il proprio sistema di valori. Altri profili di verifica riguardano il rispetto della riservatezza e del segreto professionale nei rapporti con la stampa, nonché la condizione in cui il professionista dovrebbe chiedere di essere sollevato dall’incarico se venisse meno la fiducia o l’interesse prevalente della persona lo richiedesse. Il consiglio di disciplina dovrà accertare la fondatezza delle contestazioni e valutare eventuali sanzioni.

Situazione dei minori e oneri del Comune di Palmoli

I tre figli, la maggiore di 9 anni e i gemelli di 7 anni restano collocati nella casa famiglia di Vasto in provincia di Chieti dove sono stati trasferiti in esecuzione di un provvedimento del Tribunale per i minorenni dell’Aquila. Per il mantenimento della permanenza dei minori la comunità locale sostiene un onere economico: il Comune di Palmoli un centro di circa 800 abitanti sostiene una spesa mensile stimata in circa settemila euro per il servizio di accoglienza.

Il Tribunale ha previsto un percorso che include il reinserimento graduale e misure educative anche connessi all’inserimento scolastico pubblico, nell’ambito delle disposizioni per il ricongiungimento familiare. Fino a quando non saranno completati gli step previsti, i minori rimarranno sotto la tutela della struttura di accoglienza di Vasto.

La vicenda continua a evolversi su più livelli: l’aspetto giudiziario e amministrativo si intreccia con le procedure professionali dell’Ordine e con le attività pratiche sul territorio, mentre le parti coinvolte attendono gli esiti del procedimento disciplinare e portano avanti il lavoro operativo per una possibile ricostruzione del nucleo familiare.

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