Il processo d’appello contro il professore di Medicina Santo Torrisi accusato di violenze sessuali e molestie nei confronti di studentesse, ha visto oggi una svolta significativa. La Procura di Catania rappresentata dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e dal sostituto Andrea Ursino ha richiesto la condanna a sei anni di reclusione per il docente, già assolto in primo grado.
Gli episodi contestati risalgono al periodo compreso tra il 2010 e il 2014 e sarebbero avvenuti presso l’ospedale Vittorio Emanuele-Ferrarotto di Catania. La difesa del professore Torrisi ha sostenuto che i gesti contestati non costituissero molestie, ma la Procura ha ribadito la necessità di una condanna.
Le richieste della Procura e le reazioni delle parti civili
La Procura ha sostenuto che la sentenza di primo grado avrebbe dovuto valutare le condotte nel loro complesso, piuttosto che separatamente. Secondo l’accusa, almeno tre episodi sono ancora procedibili, mentre altri sono prescritti. La richiesta di condanna è stata supportata anche dalle parti civili, rappresentate dagli avvocati Amilcare ImpallariMaria Giordano e Giuseppe Rapisarda che difendono quattro delle sette donne offese.
L’avvocato Amilcare Impallari ha ripercorso la durata del processo di primo grado, protrattosi per circa nove anni e mezzo caratterizzato dall’avvicendamento di numerosi collegi giudicanti e pubblici ministeri. Anche l’Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico di Catania rappresentata dall’avvocato Massimo Lombardo ha presentato appello contro l’assoluzione.
Le motivazioni dell’assoluzione di primo grado
Il Tribunale di Catania nella sentenza di primo grado, aveva ritenuto che non fosse stata raggiunta la prova della Violenza sessuale. Secondo i giudici, il professore Torrisi avrebbe appoggiato i palmi al seno di una studentessa senza una pressione particolare delle mani. Questa interpretazione aveva suscitato un dibattito nazionale, soprattutto dopo il deposito delle motivazioni della sentenza di assoluzione l’anno scorso.
La sentenza di primo grado aveva stabilito che non era stata raggiunta la prova oltre ogni ragionevole dubbio, ma la Procura ha ribadito la necessità di una revisione del caso. Il processo d’appello proseguirà il 18 settembre con le arringhe conclusive, e nella stessa giornata potrebbe essere emessa la sentenza definitiva.
Le implicazioni del processo d’appello
Il caso di Santo Torrisi ha sollevato questioni importanti riguardo alla definizione di molestie e alla necessità di una valutazione complessiva delle condotte. La Procura ha sostenuto che gli episodi contestati devono essere esaminati nel loro insieme per comprendere appieno la gravità delle accuse. Questo approccio potrebbe avere implicazioni significative per futuri casi simili.
Le parti civili e l’Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico di Catania hanno espresso la loro preoccupazione per le conseguenze di un’assoluzione in un caso così delicato. La richiesta di condanna a sei anni riflette la gravità delle accuse e la necessità di garantire giustizia alle vittime.
Il processo d’appello rappresenta un momento cruciale per tutte le parti coinvolte. La decisione della Corte d’appello potrebbe ribaltare l’assoluzione di primo grado e avere un impatto duraturo sul dibattito pubblico riguardo alle molestie e alla violenza sessuale.
