Un’inchiesta di Fuori dal Coro, il programma condotto da Mario Giordano in prima serata su Retequattro, ha ricostruito la nascita e l’organizzazione del Movimento 17 Ottobre attraverso un’infiltrazione nei suoi canali Telegram. La giornalista Serena Pizzi, fingendosi una grafica, è riuscita a seguire dall’interno le attività del gruppo, fino a incontrare alcuni dei suoi membri durante un’assemblea dei centri sociali.
Al centro del servizio c’è anche Youssef Siher, indicato come presunto ideatore del movimento e fermato dopo essere stato individuato e interrogato dalle forze dell’ordine. Secondo quanto mostrato dalla trasmissione, nelle conversazioni online sarebbero comparsi messaggi che fanno riferimento alla violenza, alla guerriglia e alla possibilità di scontri durante le manifestazioni.
Movimento 17 ottobre, i messaggi nelle chat Telegram: riferimenti alla violenza e agli scontri
Nel corso dell’infiltrazione, la giornalista ha documentato una serie di messaggi dai toni violenti, nei quali alcuni partecipanti avrebbero discusso della necessità di provocare il caos e di prepararsi a possibili scontri in strada.
Tra le frasi riportate nel servizio figurano: “Bisogna seminare il caos, farli impazzire. E poi ci vuole un episodio che resti” e “Diventerà necessaria la violenza, è l’unico linguaggio che capiscono“.
In un’altra conversazione, un utente avrebbe chiesto: “Ma in questo gruppo c’è qualcuno che porta fumogeni o bombe come cobra ecc?“.
Altri messaggi fanno riferimento alla rabbia da riversare durante le manifestazioni: “Teniamoci la nostra rabbia per spaccare tutto quando ci ritroveremo in strada” e “Mi***a raga, sarà una guerra“.
Nel servizio vengono mostrati anche messaggi attribuiti all’account “Movimento 17 Ottobre”, attraverso il quale avrebbe scritto Youssef Siher. Tra questi: “Lo Stato ci osserva e ci teme più che mai perché non sa come fermarci“. In un’altra comunicazione si legge: “Quando saremo in piazza parliamoci, facciamo gruppi Signal per comunicare come e dove si spostano gli sbirri“.
Le conversazioni riportate comprenderebbero inoltre indicazioni sulla cancellazione dei gruppi dopo le manifestazioni, con l’obiettivo dichiarato di non lasciare tracce: “Cancelliamo immediatamente quei gruppi, subito dopo la piazza. Non lasciamo tracce“.
La guida per le manifestazioni e la chat segreta
L’inchiesta ha documentato anche la circolazione della guida Rivoluzione – Istruzioni per l’uso, contenente indicazioni su come comportarsi durante le manifestazioni. Il lavoro della giornalista è proseguito poi durante un’assemblea dei centri sociali, dove ha incontrato alcuni membri del movimento che, secondo quanto riferito nel servizio, si sarebbero presentati con nomi falsi.
Durante l’incontro, i partecipanti avrebbero discusso della possibilità di coinvolgere nuove persone e organizzare le mobilitazioni. Sarebbe stata inoltre creata una chat segreta su un’applicazione crittografata, utilizzata per assegnare compiti specifici ai partecipanti.
Tra le indicazioni emerse figurerebbero il posizionamento vicino alle forze dell’ordine, l’assistenza ai feriti e la presenza in testa al corteo. Elementi che, nel racconto di Fuori dal Coro, contribuiscono a delineare le modalità con cui il gruppo avrebbe pianificato la propria partecipazione alle manifestazioni.
Le ricostruzioni e i contenuti citati sono quelli presentati dalla trasmissione e vanno distinti da eventuali accertamenti giudiziari definitivi sulle responsabilità individuali.
