Nel contesto urbano di Bologna, il trasporto pubblico sta vivendo una crisi senza precedenti. I dati forniti dalla Srm (Società reti e mobilità) mostrano che, nel primo semestre del 2026, le linee di autobus hanno registrato 24.906 corse annullate, equivalenti a una media di 138 cancellazioni al giorno. Questo fenomeno colpisce soprattutto le linee più frequentate, con la 27 che ha subito più di 3.000 mancate corse, seguita da 25, 23, 20 e 30, ognuna con oltre duemila cancellazioni.
La perdita di servizio arriva nei momenti di maggiore afflusso, compromettendo la routine di migliaia di cittadini.
Cancellazioni e ritardi: i numeri della Srm
Le statistiche dettagliate rivelano un quadro allarmante anche per quanto riguarda i ritardi. Nella fascia mattutina (7:00-9:00), la linea 33 è in ritardo in 36,23% delle corse, con il 12,93% di queste oltre dieci minuti.
La 35 mostra dati analoghi (36,32%). Nel turno pomeridiano (12:30-14:30) la stessa 33 supera il 50% di ritardi, arrivando al 53,40%, seguita dalla 35 (53,02%). Nella serata (16:30-19:30) la 35 peggiora ulteriormente, con 55,48% di corse in ritardo. Questi percentuali, sommati a quelle delle linee 27 e 25, dipingono una situazione in cui una corsa su due è in ritardo nelle ore di punta.
Impatto sui cittadini e reazioni politiche
Il consigliere comunale Gian Marco De Biase, esponente di Al centro Bologna, ha evidenziato che una corsa su due in ritardo è inaccettabile e che la puntualità è peggiorata negli ultimi anni. Chi deve timbrare il cartellino al mattino rischia di arrivare in ritardo quasi quattro volte su dieci, una situazione che influisce negativamente sulla produttività della città. Il rappresentante della Tper, Francesco Sassone (FdI), ha inoltre richiesto dati sul trasporto locale, evidenziando una correlazione tra l’aumento del prezzo del biglietto di 80 centesimi () e il calo di 150.000 citypass acquistati in un anno.
Tariffe in aumento e percezione della qualità
Il commento di Cristiano Di Martino, esperto di mobilità, sottolinea che Bologna presenta tariffe tra le più alte d’Italia, paragonabili a quelle del Principato di Monaco, ma con un servizio parassizzato da ritardi e cancellazioni. Il capogruppo di Forza Italia in Consiglio, Nicola Stanzani, ha denunciato la carenza di validatori contactless e di emettitori di biglietti funzionanti, che penalizzano gli utenti costringendoli a rischiare sanzioni per motivi tecnici. La combinazione di costi elevati e scarsa affidabilità alimenta il malcontento tra gli abitanti.
Cause strutturali: cantieri del tram e lavori stradali
Secondo il responsabile della Srm, Giorgio Fiorillo, il peggioramento del servizio è legato ai cantiere del nuovo tram, che coprono 23 km e hanno creato ingorghi sia per il traffico privato che per gli autobus. Fiorillo ha assicurato che, una volta completati i lavori e avviata la convogliata rete tranviaria, i valori di puntualità dovrebbero tornare ai livelli previsti dal contratto. Tuttavia, la transizione potrebbe richiedere mesi, durante i quali gli utenti continueranno a subire ritardi e interruzioni.
Bologna si trova di fronte a una sfida cruciale: bilanciare la politica di riduzione della velocità a 30 km/h con un servizio di trasporto pubblico affidabile. Le autorità comunali dovranno affrontare simultaneamente la questione delle tariffe, la manutenzione delle infrastrutture e la modernizzazione dei sistemi di pagamento, per evitare che la città diventi, come osservato dagli esperti, una “città paralizzata” dal punto di vista della mobilità.
