Da ieri, sabato 24 ottobre 2026, il 30enne italiano do seconda generazione, Youssef Sihari, si trova nel carcere di San Vittore. È accusato di istigazione a delinquere e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche e si indaga anche per terrorismo o eversione. Indagata anche la moglie.
Arresto di Youssef Siher: scoperte chat d’odio
Da ieri il 30enne italiano di seconda generazione di origini marocchine, Yussef Siher, si trova nel carcere di San Vittore.
Le indagini da parte degli inquirenti si stanno concentrando sull’analisi dei cellulari e dei computer sequestrati. Sulle chat di Telegram sfiorati i 9.500 componenti, mentre la pagina Instagram “Movimento 17 ottobre” ha circa 48mila follower. Tra i messaggi trovati nelle chat: “Non ci hanno fermato con le leggi. Non ci fermeremo con i blindati.” Le analisi dei dispositivi sequestrati potrebbero restituire contatti, comunicazioni e modalità organizzative della presunta rete di chi ha cercato di fomentare le proteste che hanno visto giovani e soprattutto giovanissimi invadere diverse città italiane e far emergere legami tra mondi solo in apparenza lontani.
Sui social sta circolando anche una risposta di Youssef Siher a un tweet di Matteo Salvini su X datato 7 ottobre 2023, ovvero il giorno dell’attacco a Israele da parte di Hamas: “Allah Akbar“ha scritto il ricercatore al vicepremier che esprimeva il sostegno a Tel Aviv.
Arresto di Youssef Siher, contestato anche il terrorismo: pure la moglie è indagata
Si trova da ieri nel carcere di San Vittore Youssef Siher, il 30enne considerato la mente della pagina Instagram “Movimento 17 ottobre“. Il 30enne, italiano di seconda generazione, è accusato di istigazione a delinquere e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, e si indaga anche per terrorismo o eversione. Una natura eversiva che, stando al provvedimento della Procura di Milano, avrebbe avuto degli effetti concreti, ovvero il panico tra la popolazione e la chiusura di diversi negozi. Per gli stessi reati, in concorso con il marito, sarebbe inoltre indagata anche la moglie di 32 anni e di origini libanesi. I due sarebbero stati a capo della pagine Instagram e Telegram insieme. Nel caso della moglie l’ipotesi di reato sarebbe l’istigazione a delinquere.
