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Aeroporto di Riad torna operativo: terminal nazionali e internazionali riaperti

Aeroporto di Riad torna operativo: terminal nazionali e internazionali riaperti

L’aeroporto di Riad riprende i voli domenica, ma le tensioni rimangono alte dopo l’attacco che ha ucciso 12 persone.

Sabato sera, 24 ottobre, l’aeroporto internazionale King Khalid di Riad ha comunicato, tramite la propria pagina X, che le attività aeree riprenderanno il giorno successivo. Dopo due settimane di completa chiusura, decise in seguito a un devastante attacco Houthi, le autorità saudite hanno predisposto un piano di riapertura differenziata per i due terminal dell’infrastruttura.

La decisione arriva in un contesto di forte instabilità regionale: gli Houthi del Yemen, sostenuti dall’Iran, hanno intensificato gli strike contro obiettivi strategici del Regno saudita, colpendo ripetutamente infrastrutture chiave. Il blocco dei voli aveva paralizzato il traffico aereo sia interno che internazionale, incidendo gravemente su migliaia di passeggeri e sul movimento commerciale del paese.

Riapertura dei terminal: come saranno utilizzati

Dal 25 ottobre 2026, il Terminal 1 sarà dedicato esclusivamente ai voli nazionali, mentre il Terminal 2 accoglierà tutti i voli internazionali gestiti da vettori nazionali. Questa suddivisione è pensata per ottimizzare i controlli di sicurezza e per garantire una migliore gestione dei flussi di passeggeri, minimizzando i rischi di ulteriori intrusioni.

Le compagnie aeree hanno già iniziato a riprogrammare i propri itinerari, e le autorità aeroportuali hanno dichiarato di aver effettuato check-list di sicurezza aggiuntive, includendo rilevamenti di esplosivi e controlli sui bagagli più stringenti. I viaggiatori saranno informati tramite SMS e notifiche app, così da ridurre al minimo l’incertezza legata all’ultima fase di riapertura.

Attacco Houthi: bilancio umano e risposta della coalizione

Il colpo di sabato ha provocato la morte di almeno 12 persone e il ferimento di 309 individui, molti dei quali in condizioni critiche. Il portavoce della coalizione, Turki al-Malki, ha definito l’evento un crimine di guerra e ha annunciato una risposta “con fermezza” contro i militanti. La coalizione, guidata dall’Arabia Saudita a sostegno del governo yemenita riconosciuto a livello internazionale, ha lanciato una serie di raid aerei mirati contro posizioni Houthi nella zona di Taiz, colpendo depositi di munition e fortificazioni.

Nel pomeriggio dell’attacco, le forze saudite hanno intercettato un missile balistico a sud-est di Riad, nei pressi della base aerea Prince Sultan, distruggendolo sopra Al-Kharj. Secondo le comunicazioni della coalizione, l’intervento è avvenuto pochi minuti dopo l’impiego dell’ordigno, dimostrando la capacità di difesa aerea del Regno. In totale, sono stati condotti almeno sei raid di precisione, mirati a ridurre la capacità operativa degli Houthi nella regione.

Reazioni internazionali e misure di sicurezza rafforzate

L’ambasciata degli Stati Uniti in Arabia Saudita ha alzato il livello di allerta per il proprio personale, limitando l’accesso agli aeroporti di Gedda e Dammam. È stato introdotto un nuovo protocollo che richiede un’autorizzazione preventiva per entrare in questi scali, una misura volta a tutelare i dipendenti statunitensi di fronte alla crescente minaccia terroristica. Parallelamente, le autorità saudite hanno intensificato i controlli di identità e hanno incrementato le pattuglie di sicurezza in tutti gli aeroporti del paese.

Queste azioni, unitamente alla riapertura controllata del King Khalid, mostrano un intento chiaro di mantenere la continuità del traffico aereo pur garantendo una risposta militare decisa. Le autorità hanno invitato i viaggiatori a rimanere vigili e a seguire le indicazioni delle forze dell’ordine, mentre la comunità internazionale osserva attentamente l’evoluzione del conflitto nella penisola arabica.

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