Marco Panichi è accusato del femminicidio della compagna, Grey Villalba e rischia l’ergastolo. Ecco che cosa ha raccontato l’uomo dopo essere stato arrestato.
Femminicidio Grey Villalba: Marco Panichi rischia l’ergastolo
Marco Panichi, 53 anni, ha confessato di aver ucciso la compagna, Grey Villalba, 36 anni di origini colombiane. La loro relazione, stando al racconto di Panichi, era burrascosa, con lei gelosa per i tradimenti passati di lui, e lui infastidito dagli uomini che stavano intorno a lei.
Avrebbe anche rivelato che la loro relazioni era iniziata nel marzo del 2025 e che la donna deciso di abortire ad agosto. Tutto queste informazioni sono ancora da verificare. Panichi per il femminicidio della compagna rischia l’ergastolo, ma ecco che cosa ha raccontato agli inquirenti dopo l’arresto.
Femminicidio Grey Villalba, il racconto shock di Marco Panichi: “Le ho spinto il coltello sulla gola”
Marco Panichi avrebbe raccontato agli inquirenti che Grey Villalba aveva perso la testa a causa della gelosia, in quanto avrebbe visto delle foto del 53enne con altre donne e per questo avrebbe preso il coltello. Solo allora lui, per difendersi, le avrebbe rivolto il coltello contro sino a ucciderla. Questa versione è al vaglio degli inquirenti, in attesa degli esami autoptici sul corpo della 36enne, che sarebbe stata colpita almeno 15 volte, dettaglio questo che sarebbe difficile da associare alla legittima difesa.
Parlando con i carabinieri e con il procuratore capo di Avezzano, Maurizio Maria Cerrato, Marco Panichi avrebbe detto che, dopo la presunta aggressione da parte di Grey: “ho reagito e abbiamo lottato. Per difendermi ho spinto il coltello su di lei. Alla gola. Poi all’addome. Quando ho realizzato che non respirava più, ho lasciato l’arma a terra“, queste le sue parole riportate da Il Centro. Inoltre il 53enne avrebbe ricostruito le ultime ore prima dell’omicidio: “La sera prima dell’accaduto abbiamo avuto un rapporto sessuale.” Il giorno dopo Panichi sarebbe uscito per fare la spesa e al suo ritorno i due si sarebbero messi a tavola per fare colazione con la 36enne che avrebbe scoperto le vecchie foto con altre donne. Come riporta sempre Il Centro: “Mi ha picchiato, mi ha persino fatto cadere gli occhiali. Ha afferrato il coltello e ha cominciato a colpirmi. E nel frattempo continuava a ripetermi che mi avrebbe fatto uccidere da alcuni suoi conoscenti. Per difendermi l’ho disarmata e le ho spinto il coltello sulla gola e sull’addome. Ero impaurito. Ho subito capito che era morta. Ero ricoperto di sangue e sono andato a lavarmi”. Le indagini proseguono per fare chiarezza su quanto accaduto.
