Durante la notte di domenica, una serie di droni di provenienza ucraina ha sorpreso le autorità di diverse regioni russe, provocando vittime civili e danni ingenti a strutture chiave. Le operazioni, coordinate con apparente precisione, hanno interessato il confine meridionale, in particolare la regione di Belgorod, ma anche le aree più interne come le regioni di Lipetsk e Perm.
Le forze di emergenza sono state immediatamente mobilitate per fronteggiare le conseguenze, mentre i media locali hanno diffuso le prime notizie di morti, feriti e distruzioni materiali.
Contemporaneamente, il Ministero della Difesa russo ha sostenuto di aver impiegato proprie unità aeree senza pilota per colpire una nave cargo diretta al porto di Chornomorsk, accusa che Kiev ha respinto.
L’affermazione, non ancora verificata da fonti indipendenti, ha aggiunto ulteriore tensione al contesto già altamente instabile, evidenziando la crescente capacità di guerra ibrida di entrambe le parti.
Attacco a Belgorod: morti, feriti e danni alle abitazioni
Nel centro urbano di Belgorod, le conseguenze sono state drammatiche: tre persone perse la vita e tredici hanno riportato lesioni di varia gravità.
Il governatore regionale, Alexander Shuvayev, ha elencato i danni materiali, segnalando la distruzione di trenta blocchi residenziali, trentacinque veicoli, quattro case, tre edifici amministrativi, otto esercizi commerciali e tre strutture sociali. In una località limitrofa, il villaggio di Voznesenovka vicino a Shebekino, un altro drone ha colpito un’auto, provocando la morte di un civili e ferendone un altro.
Dettaglio sui danni alle strutture civili
Le autorità hanno precisato che gli edifici civili colpiti comprendevano sia abitazioni private sia strutture destinate al servizio pubblico, rendendo la situazione particolarmente delicata per la popolazione locale. I soccorsi hanno operato per evacuare i residenti dai blocchi gravemente compromessi e per garantire assistenza medica immediata a tutti i feriti. L’impatto sulla vita quotidiana è stato enorme: molte famiglie si sono ritrovate senza tetto, mentre le autorità hanno avviato un piano di ricostruzione che richiederà mesi di lavori.
Colpo a Lipetsk: la morte di una guardia di sicurezza a Yelets
Nel pomeriggio della stessa giornata, la regione di Lipetsk è stata colpita da un attacco con missile, presumibilmente lanciato da forze ucraine, contro un complesso industriale nella città di Yelets. Il bilancio è stato limitato a una sola vittima mortale: una guardia di sicurezza impiegata nell’area, insieme al ferimento di una paramedica del centro medico locale. Igor Artamonov, governatore della regione, ha riferito che la paramedica è stata trasportata in ospedale dove sta ricevendo le cure necessarie.
Il sito industriale colpito non è stato identificato dalle autorità, ma l’evento sottolinea la crescente vulnerabilità delle infrastrutture economiche russe anche nelle zone meno esposte al fronte. Le forze di sicurezza hanno intensificato i controlli nei dintorni dei principali poli produttivi, temendo ulteriori attacchi di natura simile.
Danno all’impianto industriale di Perm
Più a est, nella regione di Perm, un altro drone ha colpito un impianto industriale situato nella zona montuosa degli Urali. Il responsabile regionale, Dmitry Makhonin, ha confermato che cinque operai sono stati feriti durante l’evento; tutti hanno ricevuto tempestiva assistenza medica, sebbene i dettagli sulla natura delle lesioni non siano stati divulgati. L’impatto sul funzionamento dell’impianto è ancora oggetto di valutazione, ma le autorità hanno segnalato la necessità di una verifica approfondita dell’infrastruttura danneggiata.
Le forze di emergenza hanno rinforzato la presenza nei pressi dell’area industriale, instaurando una zona di sicurezza per impedire ulteriori incidenti. Questo attacco evidenzia la capacità dei droni di colpire obiettivi strategici anche in zone più remote, dimostrando come la guerra a distanza stia estendendo il proprio raggio d’azione ben oltre le linee del fronte tradizionale.
