Il liceo scientifico Augusto Righi, situato in via Boncompagni 22 a pochi passi da via Veneto, è stato nuovamente al centro di una vicenda inquietante. Nella serata del 16 ottobre, gli alunni hanno scoperto sui muri dei bagni maschili una grafica che recitava “lista stupri”, accompagnata da una serie di nomi di studenti e da una svastica tracciata col medesimo pennarello.
L’incidente ha riacceso il dibattito sulla violenza simbolica e sulla persistenza di atteggiamenti sessisti nei contesti scolastici.
Dettagli del graffito e modalità di diffusione
Secondo quanto comunicato dal Collettivo Ludus Righi sui social, la scritta è comparsa durante un aperitivo organizzato dal gruppo “lista Delta” nella sede succursale. Nel post Instagram si legge: “Durante un aperitivo della lista Delta è apparsa una lista stupri seguita da nomi di studenti che frequentano la nostra scuola insieme a una svastica fatta con il medesimo pennarello”.
Gli studenti hanno rapidamente rimosso il contenuto con della vernice, ma hanno sottolineato che “una scritta si può cancellare, ma la cultura che la genera non scompare con un po’ di vernice”. La velocità della rimozione non ha impedito la diffusione di immagini sui canali digitali, alimentando la polemica.
Reazioni di presidi e collettivi studenteschi
Il dirigente scolastico, Giovanni Cogliandro, ha definito l’accaduto “un’azione abominevole” e ha ribadito l’impegno dell’istituto nella prevenzione attiva della violenza, anche solo verbale. Cogliandro ha precisato che, sebbene la scuola lavori da anni su programmi di educazione affettiva e di contrasto al genere patriarcale, “ci sono residui di patriarcato, è indubbio, e questa idea di poter scherzare sullo stupro lo dimostra”. Il Collettivo Ludus, da parte sua, ha condannato con forza l’evento, definendolo “un gesto inaccettabile” e “il frutto di una mentalità patriarcale profondamente radicata nella nostra società”.
Retroscena: la precedente lista stupri al liceo Giulio Cesare
Il gesto non è un caso isolato. A, il liceo Giulio Cesare, situato nel quartiere Trieste, era stato vittima di una prima “lista stupri” che riportava i nomi e i cognomi di otto ragazze e un ragazzo. La reazione della comunità studentesca aveva portato a una nuova ondata di graffiti, tra cui una seconda lista che indicava i nomi di due docenti. Inoltre, svariate scritte offensive erano state trovate nei bagni, contenenti insulti contro la dirigente scolastica. Questi episodi avevano generato una denuncia formale e avevano portato alla luce la necessità di interventi più incisivi contro la cultura della violenza.
Indagini e prospettive future
Le autorità di Polizia hanno ricevuto la segnalazione e hanno avviato le indagini, coinvolgendo anche la Procura locale. La scuola, dal canto suo, ha annunciato nuove attività di sensibilizzazione, workshop su gli effetti della violenza di genere e momenti di confronto tra alunni, docenti e famiglie. L’obiettivo dichiarato è quello di trasformare la *cultura* che permette tali espressioni in un contesto di rispetto reciproco e di ferma opposizione a qualsiasi forma di intimidazione.
