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La sostenibilità aziendale nel 2026: trend e opportunità concrete
Di Chiara Ferrari — Consulente ESG
1. Trend sostenibilità emergente
Nel 2026 le aziende e gli investitori ridefiniscono le strategie ESG per rispondere a normative e mercato.
Prima direttrice: la trasparenza della supply chain imposta dalle nuove norme e dalle richieste di dati verificabili.
Seconda direttrice: l’adozione diffusa di circular design nei prodotti di largo consumo e nei packaging.
Terza direttrice: l’integrazione dell’LCA (life cycle assessment) nei processi decisionali per valutare impatti reali.
Dal punto di vista ESG, scope 1-2-3 diventano metriche operative e non solo indicatori comunicativi. Le aziende leader hanno capito che comunicare non basta: servono numeri e metriche riconosciute, come SASB e GRI.
2. Business case e opportunità economiche
La sostenibilità è un business case quando riduce costi, crea ricavi e mitiga rischi regolatori. Programmi di efficienza energetica orientati alla carbon neutral operation abbassano i costi operativi e riducono l’esposizione alla volatilità dei prezzi dell’energia.
Investimenti in materiali circolari diminuiscono la dipendenza dalle materie prime e generano ricavi secondari attraverso il recupero e la rivendita. Dal punto di vista ESG, dati certificati sulle emissioni scope 1-2-3 e strategie LCA convincenti migliorano l’accesso al capitale e la valutazione del rischio finanziario.
Le aziende leader hanno capito che comunicare non basta: servono numeri e metriche riconosciute come SASB e GRI, che facilitano il confronto con investitori e stakeholder. La sostenibilità diventa così leva competitiva, con ritorni misurabili sul piano operativo e di mercato.
3. Come implementare nella pratica
Chiara Ferrari propone un approccio operativo per tradurre obiettivi ESG in risultati misurabili. Il piano richiede KPI, responsabilità chiare e scadenze definite.
- LCA: condurre una valutazione iniziale per mappare prodotti prioritari per impatto e costo, utilizzando standard riconosciuti e dati di inventario.
- Scope 1-2-3: individuare le fonti principali di emissione nella filiera e fissare target temporali quantificati, con misurazioni periodiche.
- Circular design: avviare progetti pilota su packaging o componenti riutilizzabili per valutare costi, benefici e scalabilità.
- Governance e incentivi: inserire obiettivi ESG nelle performance manageriali e nei contratti di fornitura, con responsabilità assegnate per funzione.
- Reporting trasparente: adottare framework GRI/SASB e prevedere verifiche esterne per assicurare credibilità e ridurre il rischio di greenwashing.
La sostenibilità è un business case: questi passaggi trasformano impegni in processi ripetibili, generando risparmi operativi e vantaggi competitivi sul mercato.
Dal punto di vista ESG, le aziende leader integrano queste pratiche nelle roadmap industriali e nei sistemi di gestione. Il passo successivo è definire indicatori operativi e revisioni periodiche per misurare progressi e adeguare la strategia.
4. Esempi di aziende pioniere
Le aziende leader mostrano pratiche applicabili per tradurre obiettivi ESG in risultati operativi. Il focus è su integrazione, misurabilità e relazioni con la supply chain.
- Unilever: integrazione sistematica di LCA nei portafogli prodotto e obiettivi definiti per gli scope 1-2-3, con governance interna che collega KPI e P&L.
- Gruppi del fashion: adozione di circular design e modelli di take-back. La strategia riduce l’esposizione al prezzo delle materie prime e ottimizza il capitale impiegato.
- Operatori energetici: progetti su asset strategici per ottenere risultati carbon neutral attraverso PPA, retrofit impiantistico e investimenti in efficienza.
La sostenibilità è un business case che richiede verifiche indipendenti e reportistica trasparente. Dal punto di vista ESG, solo dati verificabili preservano il valore reputazionale e facilitano accesso a capitali preferenziali.
La fase successiva consiste nello scalare le pratiche efficaci, consolidare audit esterni e integrare revisioni periodiche nei processi decisionali aziendali. Ciò permetterà di misurare progressi e adeguare la strategia in modo continuo.
5. Roadmap per il futuro
Per le multinazionali pragmatiche la roadmap definisce obiettivi chiari e tempi certi nei prossimi 24 mesi. La proposta indica azioni misurabili per integrare la sostenibilità nella strategia d’impresa.
- 12 mesi: eseguire LCA sui prodotti nel top 20% per impatto e definire target di riduzione scope 1-2-3.
- 18 mesi: lanciare piloti di circular design su almeno due linee prodotto e stabilire partnership di supply chain per prove di scala.
- 24 mesi: implementare reporting secondo GRI/SASB con assurance esterna e collegare i risultati ESG a metriche finanziarie condivise.
Dal punto di vista ESG, chi trasforma questi obiettivi in KPI operativi otterrà vantaggio competitivo e maggiore resilienza. La sostenibilità è un business case che riduce rischi e apre nuove opportunità di ricavo.
Le aziende leader hanno capito che serve una governance che renda operativi i KPI, incentivi chi eroga performance e processi per il monitoraggio continuo. Questo approccio consente di misurare progressi e adeguare la strategia in modo continuo.
Il prossimo sviluppo atteso è la standardizzazione dei KPI legati a LCA e circular design, con impatti osservabili su costi operativi e valore di mercato.