Roma, 23 mar. (askanews) – Si è conclusa la prima ostensione pubblica e prolungata (un mese) delle spoglie mortali di San Francesco. La celebrazione del rito della reposizione, domenica 22 marzo, ha chiuso ufficialmente il mese dell’ostensione nella chiesa inferiore della Basilica di Assisi. Alle 21.30 il suono delle campane ha dato inizio al rito presieduto dall’amministratore apostolico delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino, alla presenza dei soli frati del Sacro Convento. Celebrazione raccolta, commossa, intima e privata, a cui è seguita la processione di tutti i frati presenti. Infine, la traslazione delle reliquie del corpo di San Francesco nella cripta.Dopo la reposizione della teca in plexiglass all’interno dell’urna in bronzo dorato, vi è stata inserita anche la documentazione richiesta dalla legislazione canonica; la cassa è stata chiusa a chiave alle 22.30 circa. È seguita l’apposizione dei sigilli dell’urna di metallo, il suo inserimento all’interno del sarcofago in pietra nel pilastro al di sotto dell’altare maggiore e la saldatura dei sigilli della grata di metallo che lo chiude. Oltre 370 mila i pellegrini provenienti da ogni parte del mondo che hanno venerato ad Assisi le spoglie di San Francesco.