Le aggressioni sono ormai all’ordine del giorno, diventate routine e parte della quotidianità non si riesce più a distinguerle e la cosa veramente preoccupante è che ci si sta assuefuando a comportamenti di questo tipo che prevaricano le città ed arrivano ad essere rappresentati anche in piccoli comuni dove non ci aspetterebbe un simile livello di violenza.
Gang di giovani aggressivi, noia, pretesto o vero disagio
Le bande giovanili dilagano nel paese, rispetto al passato sono cambiate per componenti, sia a livello numerico che di etnia e soprattutto si sono fatte molto più violente rispetto al passato.
Non ci si limita al semplice furto, si vuole anche fare del male alla vittima, quella necessità di applicare violenza fisica per il puro piacere di farlo.
Cresce quindi la paura e l’incapacità di essere lucidi di fronte a scenari di questo tipo, reagire conviene davvero? Spesso no.
Federico Quaranta, conduttore vittima di aggressione
Un Omega vintage al polso, regalo paterno, è stato questo il pretesto che ha fatto sì che il branco attaccasse Federico Quaranta, noto conduttore televisivo per la Rai, a Milano, mentre rientrava a casa della figlia.
Ha raccontato come lo hanno accerchiato in 3 e lo hanno malmenato, come riporta Il Giorno, ma lui ha reagito, forse non avrebbe dovuto ma ha fatto un’analisi lucida della situazione attuale, perché quei 3 ragazzi giovanissimi non erano disperati tutto il contrario perché erano “tappezzati di brand”, persone della Milano “bene”.
Ecco quindi che emerge la rabbia sociale, rabbia di una generazione che non venendo ascoltata decide di attuare comportamenti devianti, persino e soprattutto su un uomo che stava rientrando a casa dopo una giornata di lavoro e portava in dosso un ricordo dell’amato padre.
