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Contro l'accordo EU-Mercosur: Le testimonianze dei contadini irlandesi

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I contadini irlandesi si mobilitano in piazza per protestare contro l'accordo commerciale tra l'Unione Europea e il Mercosur, esprimendo preoccupazioni per il futuro della loro industria agricola.

Recentemente, le strade della città di Athlone sono state inondate da contadini irlandesi che hanno manifestato contro un accordo commerciale tra l’Unione Europea e il blocco sudamericano Mercosur. Questo evento è avvenuto il giorno dopo che la maggior parte degli stati membri dell’UE ha dato il via libera provvisorio a un accordo che è stato in fase di negoziazione per oltre 25 anni.

La protesta ha visto una partecipazione massiccia, con trattori che hanno affollato le strade mentre i manifestanti reggevano cartelli con la scritta “Stop EU-Mercosur”. I contadini hanno espresso il loro disappunto nei confronti dei leader europei, accusandoli di compromettere i loro interessi a favore di un profitto commerciale a breve termine.

Le preoccupazioni dei contadini irlandesi

Il trattato, che promette di creare una delle più vaste aree di libero scambio al mondo, consentirebbe ai paesi del Mercosur, come Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay, di esportare prodotti agricoli e minerali in Europa. In cambio, l’UE invierebbe macchinari, sostanze chimiche e prodotti farmaceutici a costi ridotti.

Tuttavia, l’accoglienza di questo accordo da parte di gruppi imprenditoriali è stata contrastata da una forte opposizione tra i contadini europei, preoccupati che l’afflusso di prodotti a basso costo, specialmente carne bovina dal Brasile, possa minacciare i loro mezzi di sussistenza. I contadini irlandesi, in particolare, temono che l’accordo possa portare un incremento di 99.000 tonnellate di carne bovina a basso prezzo nel mercato europeo, mettendo in crisi l’intera filiera agricola irlandese.

Impatto sull’industria agricola

In Irlanda, l’industria della carne bovina e dei latticini rappresenta una fonte significativa di occupazione. Molti agricoltori denunciano già di avere difficoltà a garantire un reddito sostenibile. L’Associazione dei Contadini Irlandesi (IFA) ha definito la decisione degli stati membri dell’UE come “molto deludente” e si è impegnata a intensificare la sua opposizione al trattato in sede parlamentare europea, dove dovrà essere approvato prima di entrare in vigore.

Reazioni e timori per il futuro

Durante la manifestazione di sabato, i contadini hanno espresso il loro malcontento e le loro ansie riguardo al destino delle aree rurali irlandesi. Joe Keogh, un agricoltore locale, ha dichiarato a un’agenzia di stampa che l’accordo potrebbe portare alla rovina delle comunità agricole. Ha evidenziato che “è una vergogna per i contadini e per coloro che hanno contribuito a costruire l’Europa attuale”.

Altri agricoltori hanno sollevato preoccupazioni riguardo alla qualità dei prodotti alimentari e agli standard di produzione. Il Primo Ministro irlandese Micheal Martin ha espresso dubbi riguardo alla possibilità che la carne importata secondo il trattato possa non rispettare i rigorosi standard ambientali imposti nell’Unione Europea. Ha affermato che è fondamentale garantire che le regole applicate agli agricoltori irlandesi non vengano compromesse da importazioni prodotte secondo normative meno rigorose.

Un movimento che si espande

Le preoccupazioni espresse dai manifestanti di Athlone non sono un caso isolato. Le proteste contro l’accordo EU-Mercosur hanno avuto luogo anche in Polonia, Francia e Belgio, evidenziando un crescente malcontento tra gli agricoltori europei. Anche se i critici hanno ottenuto alcune concessioni e misure di compensazione, Irlanda e Francia continuano a opporsi strenuamente al trattato, mentre si avvicina un voto cruciale al Parlamento europeo.

In definitiva, per molti agricoltori che hanno preso parte alle manifestazioni, la questione va oltre il semplice commercio. Niamh O’Brien, una giovane agricoltrice, ha affermato che “riguarda la qualità del cibo che consumiamo” e che l’accordo avrà conseguenze gravi sia per i produttori che per i consumatori.