La tensione tra Italia e Spagna per la gestione dei flussi migratori continua a mantenere in stallo l’accordo di Schengen. Dopo l’ondata migratoria che ha colpito Ceuta a fine luglio, i due paesi hanno deciso di prolungare i controlli alle frontiere, creando un effetto domino che coinvolge l’intera Unione Europea.
Il ministro dell’Interno italiano, Matteo Piantedosi, ha comunicato al collega spagnolo Fernando Grande-Marlaska la decisione di estendere per altri quindici giorni la sospensione dell’accordo sulla libera circolazione delle persone, già attiva dal primo agosto.
Una mossa che non ha tardato a trovare risposta da Madrid, dove si è deciso di prolungare per due settimane i controlli sui passeggeri provenienti dall’Italia, un provvedimento partito per la prima volta l’8 agosto.
Bruxelles osserva con preoccupazione
La Commissione europea sta monitorando attentamente la situazione, valutando le motivazioni e la proporzionalità della misura adottata dall’Italia.
Tuttavia, non è tenuta a rendere pubblico l’esito della valutazione. La speranza è che le schermaglie tra i due paesi possano concludersi al più presto, evitando decisioni drastiche come l’apertura di una procedura d’infrazione.
Piantedosi ha spiegato che la decisione è stata presa sulla base di una valutazione del Comitato di analisi della sicurezza delle frontiere che indica la presenza di tra i cinque e i diecimila migranti ancora a Ceuta.
Il Viminale ha sottolineato che la proroga è stata limitata a quindici giorni per apprezzare gli sforzi del governo spagnolo e dell’Unione Europea nel superare la crisi.
La situazione a Ceuta
La crisi a Ceuta continua con scontri tra migranti e la polizia, che ha dovuto intervenire sparando colpi di arma da fuoco a scopo dissuasorio. Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha accusato reti russe e israeliane di aver diffuso fake news sostenendo che l’ingresso a nuoto nell’exclave spagnola non impedisce i respingimenti alla frontiera.
Sanchez ha spiegato che tra il 30 e il 31 luglio sono entrate a Ceuta circa settantamila persone, delle quali nove su dieci sono tornate in Marocco. Resterebbero cinquemila persone, delle quali 1.500 minorenni. La situazione rimane critica, con continue tensioni e difficoltà di identificazione dei migranti.
Le conseguenze dei controlli
La misura adottata dall’Italia ha portato a trentuno provvedimenti di respingimento alla frontiera, tra cui otto nei confronti di cittadini marocchini. Tuttavia, non è possibile stabilire se questi migranti siano provenienti da Ceuta a causa delle difficoltà di identificazione. In generale, quasi cinquecentomila persone sono state controllate attraverso le liste passeggeri, mentre oltre centottantamila, provenienti dalla Spagna, sono state identificate all’ingresso in Italia. Sono state sei le persone arrestate.
Piantedosi confida che questa proroga possa essere l’ultima, segnando un passo verso la normalizzazione della situazione. Nel frattempo, la collaborazione tra Italia, Spagna e Unione Europea rimane fondamentale per affrontare la crisi migratoria e ripristinare la libera circolazione prevista da Schengen.
