Un dramma sul lavoro ha colpito Piacenza il 31 agosto 2026. Pasquale Andriotta, un corriere di 42 anni, è morto durante una consegna. Era l’ultimo giorno del suo contratto a termine e i colleghi erano in sciopero per protestare contro le condizioni di lavoro sempre più insostenibili.
Un malore fatale durante l’ultimo turno
Pasquale Andriotta, sposato con Marika e padre di tre figli, lavorava come corriere per l’appalto Brt di Piacenza-Caorso, gestito da Afs Service. Era originario di Cerignola, in provincia di Foggia, ma viveva da anni tra l’Emilia e la Lombardia.
Nella giornata di lunedì 31 agosto 2026, durante una consegna in vicolo del Guazzo a Piacenza, è stato colto da un malore che gli è stato fatale.
I soccorsi non sono riusciti a salvarlo.
La Filt-Cgil di Piacenza, alla quale Andriotta era iscritto, ha denunciato le condizioni di lavoro che potrebbero aver contribuito alla tragedia. Secondo il sindacato, i corrieri sono sottoposti a carichi di lavoro crescenticarenza di personaleturni sempre più pesanti e un’organizzazione considerata ormai insostenibile.
Lo sciopero dei colleghi e le proteste
Proprio il giorno della tragedia, i lavoratori dell’appalto Brt di Piacenza-Caorso erano in sciopero dopo lo stato di agitazione proclamato venerdì. La protesta era stata organizzata per denunciare le condizioni di lavoro che stavano diventando sempre più difficili da gestire. La Filt-Cgil ha sottolineato che Andriotta temeva di non vedere rinnovato il suo contratto a termine, che scadeva proprio quel giorno.
Le domande del sindacato
Il sindacato ha sollevato diverse domande riguardo alle condizioni di lavoro di quella mattina. Quanti corrieri erano al lavoro? Quante consegne erano state assegnate a ciascuno? Lo sciopero aveva aumentato il carico di chi aveva deciso di presentarsi al lavoro? E quali precauzioni erano state adottate di fronte alle temperature elevate di quelle ore?
La Filt-Cgil ha precisato che non vuole stabilire oggi quale sia stata la causa del malore, ma ha sottolineato la coincidenza drammatica di un lavoratore morto mentre effettuava le consegne proprio nel giorno in cui i colleghi protestavano contro sovraccarichi, carenze di organico e condizioni di lavoro giudicate troppo pesanti.
La precarietà e la libertà di scioperare
Un altro interrogativo sollevato dalla Cgil riguarda la precarietà dei lavoratori. Secondo il sindacato, la precarietà non è soltanto una condizione contrattuale, ma può incidere concretamente sulla libertà di un lavoratore di fermarsi, scioperare, sottrarsi a condizioni che considera troppo gravose. Questo significa chiedere che, insieme alle cause mediche del malore, venga ricostruito anche ciò che stava accadendo attorno a lui.
Quanti uomini erano rimasti in strada, con quali turni e con quante consegne da effettuare. Domande che acquistano un peso ancora maggiore perché quella mattina Pasquale Andriotta aveva continuato a lavorare mentre altri avevano scelto di scioperare. Per lui, in ogni caso, quello sarebbe stato l’ultimo turno previsto dal contratto. È diventato l’ultimo turno della sua vita.
