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Scontri corteo Askatasuna, parla il poliziotto aggredito: "Sono amareggiato ma sto bene"

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Corteo per Askatasuna, parla il poliziotto aggredito: la ricostruzione dell’escalation nel video della Polizia di Stato.

Dopo gli scontri avvenuti durante il corteo contro la chiusura del centro sociale Askatasuna a Torino, a parlare è stato Alessandro Calista, il poliziotto aggredito, che ha raccontato in prima persona la violenza subita durante quella che doveva essere una manifestazione pacifica.

Il corteo di Torino: la versione dei manifestanti e la posizione del governo

Parallelamente, dai canali social vicini all’area antagonista è arrivata una presa di posizione opposta, che parla di un corteo riuscito e partecipato, capace di coinvolgere decine di migliaia di persone. Nella nota si esprime “solidarietà per gli arrestati”, rivendicando la manifestazione come un passaggio politico rilevante contro lo sgombero di Askatasuna e contro l’attuale governo. Secondo gli organizzatori, il corteo avrebbe rappresentato una risposta collettiva alla chiusura degli spazi sociali e a quella che viene definita una “deriva autoritaria”.

Di segno completamente diverso, invece, le reazioni istituzionali: diversi ministri hanno espresso vicinanza agli agenti feriti, sottolineando la sproporzione tra chi opera per garantire l’ordine pubblico e chi utilizza oggetti contundenti.

Corteo Askatasuna, parla il poliziotto aggredito: “Mi ha salvato la vita”

Quella che era stata presentata come una mobilitazione pacifica si è trasformata in una giornata di forte tensione e violenza. A raccontarlo è Alessandro Calista, agente del reparto mobile di Padova, rimasto ferito durante il corteo a Torino contro la chiusura del centro sociale Askatasuna.

In un video diffuso dalla Polizia di Stato, Calista spiega: Mi sento bene, un po’ amareggiato ma tutto sommato mi sento bene. Doveva essere una manifestazione pacifica, invece è diventata tutt’altro, descrivendo un’escalation improvvisa di aggressività nei confronti delle forze dell’ordine.

L’agente è stato circondato e colpito anche mentre si trovava a terra, arrivando a subire percosse con calci, pugni e persino colpi di martello. Nonostante la paura, Calista sottolinea di essere riuscito a mantenere il controllo grazie alla preparazione ricevuta: Penso che chiunque avrebbe avuto paura, ma con tutti gli addestramenti che facciamo sono riuscito a gestirla al meglio. Ricoverato all’ospedale Molinette, ha rassicurato sulle sue condizioni, ribadendo: Sto bene, ho fatto solo il mio dovere.

Il poliziotto ha infine respinto le ricostruzioni circolate online, chiarendo: Smentisco tutto e dico che la squadra era vicina, solo che gli attacchi dei manifestanti arrivavano da tutte le parti e quindi cercavano di contenere un po’ il tutto. Poi mi sono ritrovato nella ressa, mi hanno spinto giù e da là è successo quello che è successo”. Un ringraziamento particolare lo rivolge al collega Lorenzo Virgulti, “mio fratello e angelo custode, che mi ha tirato via da tutto il casino e mi ha salvato la vita. Gli devo la vita“.

 

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