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Decreto anti-violenza: poteri dei soldati ridotti e pene più severe

Decreto anti-violenza: poteri dei soldati ridotti e pene più severe

Il governo ha approvato un decreto che elimina i poteri di polizia ai militari e introduce pene più severe per le violenze in piazza.

Negli ultimi giorni le città italiane hanno subito una serie di episodi violenti: vetrine distrutte, negozi saccheggiati e forze dell’ordine aggredite, soprattutto a Milano. Di fronte a questi fatti il Consiglio dei Ministri ha presentato un nuovo decreto legge volto a contrastare la criminalità in manifestazione e a riorganizzare le competenze delle forze in campo.

Il provvedimento approvato dal Consiglio dei Ministri

Il testo, inserito nell’ordine del giorno di sicurezza e contrasto alla criminalità minorile, prevede l’istituzione del reato di “partecipazione violenta a manifestazioni pubbliche”. Inoltre, si introduce l’arresto in flagranza differita per chi, in gruppo, commette danni a beni pubblici o privati. Le nuove aggravanti riguardano la devastazione di immobili, il saccheggio e gli attentati a impianti di pubblica utilità durante le proteste.

L’obiettivo dichiarato è una risposta più “ferma” e deterrente nei confronti di chi organizza o partecipa a azioni di violenza.

Il reato di “partecipazione violenta a manifestazioni pubbliche”

Questa fattispecie penalizza chi, consapevolmente, contribuisce a turbare l’ordine pubblico con atti di aggressione, oltraggio o furto. La pena prevista può arrivare fino a cinque anni di reclusione, con aumento se il fatto è accompagnato da danneggiamenti a strutture essenziali o da uso di armi improvvisate.

La norma si inserisce in un più ampio pacchetto di misure che, già da luglio, prevedeva l’introduzione del riconoscimento biometrico e, ora, l’impiego dell’intelligenza artificiale per identificare i soggetti nascosti sotto cappucci.

Il ruolo dei militari: poteri rimossi ma presenza rafforzata

Inizialmente il disegno comprendeva l’attribuzione di poteri di polizia giudiziaria ai soldati, una misura che avrebbe consentito loro di effettuare perquisizioni e arresti autonomamente. Gli uffici del Quirinale, tuttavia, hanno espresso perplessità durante le interlocuzioni con il Governo, e la clausola è stata eliminata dal testo finale. Nonostante l’assenza di poteri giudiziari, il provvedimento autorizza un intervento temporaneo – per un massimo di tre mesi – dei militari a supporto di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza.

Le 500 unità previste per Milano

Per garantire un “schieramento di emergenza”, il governo ha disposto l’invio di cinquecento militari nella zona di Milano, dove i saccheggi hanno coinvolto numerosi negozi gestiti da giovani. L’impiego di queste truppe è limitato nel tempo, ma serve a dare “un sostegno tattico” alle forze di polizia, consentendo una presenza più capillare nei punti critici del territorio urbano.

Misure specifiche per i minorenni e per i gruppi organizzati

Il nuovo decreto amplia il fermo preventivo per i minori, aumentandone la durata oltre le 12 ore e, in casi particolari, fino a 24 ore. Viene inoltre previsto il divieto di aggregazione per coloro che sono ritenuti pericolosi per l’ordine pubblico, una misura pensata per contenere le cosiddette “baby gang”. La normativa introduce anche il reato di danneggiamento aggravato con obbligo di arresto per chi commette atti di devastazione durante le manifestazioni, prevedendo anche la possibilità di un arresto differito entro 48 ore.

Tecnologia e identificazione dei responsabili

Accanto alle sanzioni penali, il governo punta su strumenti tecnologici avanzati. Il riconoscimento biometrico è stato già inserito in precedenti provvedimenti, e ora si affianca a sistemi di intelligenza artificiale in grado di associare il volto a chi indossa un cappuccio o mascherina, facilitando l’identificazione rapida dei responsabili. Questa combinazione mira a ridurre il tempo di intervento delle forze dell’ordine e a limitare l’impunità.

La premier Giorgia Meloni ha sottolineato che “manifestare è un diritto, devastare le nostre città no”, ribadendo la necessità di una risposta “ferma”. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha condannato le violenze, indicando la necessità di un’”analisi intelligente” dei fenomeni emergenti. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha precisato che l’autorizzazione ai militari è temporanea e limitata al supporto delle forze di polizia. Il vicepremier Matteo Salvini ha definito il provvedimento una “vittoria della Lega”.
Il testo finale è ancora oggetto di revisione da parte degli uffici legislativi; è previsto un eventuale “pre-consiglio” per valutare la costituzionalità delle misure, con l’obiettivo di presentare il decreto al Consiglio dei Ministri entro la serata.

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