Il Consiglio dei ministri ha appena firmato un decreto-legge destinato all’ex Ilva di Taranto. L’obiettivo primario è impedire il deterioramento degli impianti più critici, mantenendoli in riscaldo fino a quando la Corte di Cassazione non pronuncerà la sua decisione. Parallelamente, il provvedimento pone le basi per la riqualificazione di circa 100 ettari di terreni ex industriali, creando una piattaforma per nuovi investimenti e per la ripresa occupazionale.
Mantenimento in riscaldo degli impianti dell’area a caldo
Le batterie di coke 7, 8, 9 e 12, insieme ai cowper degli altoforni 1, 2 e 4, sono state dichiarate in riscaldo. Questa condizione tecnica serve a conservare la capacità operativa delle strutture, evitando il raffreddamento completo che potrebbe deteriorarne i componenti. Il provvedimento non prevede una ripresa immediata della produzione, ma garantisce che le linee rimangano pronte per un eventuale riavvio dopo la sentenza della Cassazione.
Riprogrammazione di 100 ettari per la riindustrializzazione
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy dovrà raccogliere le manifestazioni di interesse per progetti con un investimento minimo di 10 milioni di euro. Una volta selezionate le proposte, sarà redatto un Piano degli investimenti che dovrà essere approvato dal Consiglio dei ministri.
Il piano consentirà di dichiarare le aree di interesse strategico, nominare un commissario straordinario e coordinare le opere previste dal Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto, in particolare le infrastrutture necessarie per gli insediamenti.
Procedura accelerata per i nuovi progetti
Le imprese che presenteranno progetti inclusi nel Piano beneficeranno di una corsia preferenziale per la valutazione dei contratti di sviluppo, anche superando l’ordine cronologico standard. Inoltre, le aziende che prevedono assunzioni dovranno prioritizzare i lavoratori provenienti da Acciaierie d’Italia e Ilva in amministrazione straordinaria, garantendo una continuità occupazionale.
Incentivi al lavoro e finanziamenti a sostegno della transizione
Dal 1° novembre 2026 al 31 dicembre 2027, i datori di lavoro che assumeranno a tempo indeterminato i dipendenti di Acciaierie d’Italia e dell’ex Ilva saranno esentati dal pagamento dei contributi previdenziali. Parallelamente, il decreto prevede l’erogazione dell’ultima tranche di un prestito di 40,5 milioni di euro approvata sulla base della decisione della Commissione europea del 9 febbraio 2026.
Distretto Brindisi-Taranto per la decarbonizzazione
Il provvedimento istituisce il distretto Brindisi-Taranto dedicato a tecnologie a zero emissioni nette. Sono semplificate le procedure ambientali per favorire l’insediamento di produzioni legate alla decarbonizzazione e allo sviluppo sostenibile. Inoltre, il Tecnopolo di Taranto riceverà 1 milione di euro all’anno per potenziare la ricerca, lo sviluppo e il trasferimento tecnologico, con l’obiettivo di creare un ecosistema di innovazione industriale nel Sud Italia.
