Stantup Service, la società del gruppo Rocket Sharing Company che offre una piattaforma in outsourcing all-in-one rivolta ai reseller per avviare e gestire il loro fornitore di energia, accelera sulla strategia multi-utility con l’ingresso nel mondo telco e il lancio di nuovi progetti, che segnano un’evoluzione naturale del modello di business. “Oggi il mercato chiede fornitori capaci di integrare energia, telecomunicazioni, assicurazioni e servizi bancari in un’unica esperienza”, spiega Giuseppe Dell’Acqua Brunone, CEO di Stantup e consigliere di amministrazione di Rocket Sharing Company. “Noi vogliamo rendere accessibile l’opportunità di essere una multi-utility anche agli operatori più piccoli, offrendo soluzioni end-to-end semplici e scalabili”. Con una piattaforma middleware proprietaria, forti investimenti in tecnologia e partnership strategiche, Stantup guarda al 2026 come all’anno della piena messa a terra del piano industriale: “il nostro obiettivo è diventare la piattaforma di riferimento per la nascita e la crescita degli operatori multi-utility in Italia e in Europa”, conclude Dell’Acqua Brunone.
Stantup nasce come abilitatore del mondo energy per imprenditori che vogliono entrare nel settore. In dieci anni la società è diventata leader nello startup di nuovi Reseller, con circa 70 operatori lanciati sul mercato. La strategia di Stantup Service è basata sulla sua visione multi-utility: il fornitore non è più solo energy, ma diventa un player che offre luce, gas, telecomunicazioni, assicurazioni e servizi bancari. Il cliente finale apprezza sempre di più la possibilità di acquistare più servizi da un unico operatore. Questo modello è proponibile anche agli operatori più piccoli, rendendo accessibile una struttura industriale che prima era riservata solo ai grandi gruppi.
“L’ingresso nel mondo TELCO – spiega Dell’Acqua Brunone – risponde a un’evoluzione naturale: oggi molti operatori energy sono entrati nelle telecomunicazioni e viceversa. Noi offriamo anche qui un servizio end-to-end, consentendo alle aziende di diventare fornitore TELCO in modo semplice e strutturato. Revoluce, società innovativa nel mercato dell’energia ricaricabile, è uno dei primi clienti che abbiamo abilitato e che ha annunciato il suo ingresso nel settore delle telecomunicazioni con il lancio di “Irene”, la nuova offerta di connettività in fibra. L’operazione segna un passaggio strategico fondamentale per l’azienda, che evolve il proprio modello di business da fornitore energy pure-player a multi-utility integrata, sfruttando il full-outsourcing tecnologico di Stantup Service”.
Rispetto alla roadmap 2026, Dell’Acqua è esplicito: “Il piano industriale 2024–2026 prevedeva proprio la costruzione delle fondamenta tecnologiche e di processo. Il piano 2026–2028 sarà quello della piena messa a terra commerciale: offrire a qualsiasi operatore la possibilità di vendere energia, connettività, assicurazioni e servizi bancari attraverso un’unica piattaforma, un unico processo e un’unica interfaccia” .
La tecnologia è centrale in questo percorso. Stantup Investe ogni anno più del 15% dei suoi ricavi in ricerca e sviluppo, beneficiando anche di strumenti come il patent box e credito d’imposta. Il team è composto da 65 persone, di cui 10 dedicate esclusivamente alla tecnologia: sviluppatori, architetti, esperti di sicurezza e project manager oltre a tutto il team di Ikonika – di cui Stantup detiene il 10% delle quote – con cui è stata realizzata una suite software verticale sul mondo Energy. Per il banking continua la partnership tecnologica con Treezor e Growishpay, con YOLO per l’insurance e con OpenFiber e FiberCop per il mondo TELCO.
Ma come funziona concretamente la piattaforma? “Noi ci posizioniamo come middleware. Non avrebbe senso costruire un unico software che gestisca tutti i processi di energy, telco, insurance e banking: sarebbe ingestibile e poco scalabile. Con la nostra piattaforma proprietaria integriamo via API i verticali di ciascun settore, offrendo agli operatori e ai clienti finali un’unica vista, un unico front-end e un’esperienza coerente. Poi, quando serve, si scende nel dettaglio dei processi sui software verticali del singolo verticale”.
Le prospettive di mercato sono positive, conferma Dell’Acqua Brunone. “Vediamo una convergenza sempre più forte tra utility, telco, banking e insurance. Il cliente vuole semplicità, un unico interlocutore e un’esperienza integrata. Questo vale sia per il B2C sia per il B2B. Gli operatori che sapranno offrire servizi multipli in modo fluido e digitale avranno un enorme vantaggio competitivo. Il nostro ruolo è rendere questo modello accessibile anche alle PMI e ai nuovi entranti. Puntiamo a diventare la piattaforma di riferimento per la nascita e la crescita degli operatori multi-utility in Italia e in Europa”.
La società beneficia anche delle sinergia con la controllante Rocket Sharing Company. “Fin da quando abbiamo lanciato il concetto di Club, tre anni fa, con un marketplace dedicato alle PMI – spiega Luigi Maisto, CEO e Presidente di Rocket Sharing Company – pensavamo di poter rendere centrale Stantup per la nostra strategia di crescita e sviluppo e per questo abbiamo acquisito il 51% della società con l’obiettivo di utilizzare la sua piattaforma tecnologica anche per poterla mettere a disposizione dei nostri clienti. Nell’ultimo trimestre 2025 abbiamo avviato la fase di sviluppo commerciale nel settore fintech e siamo già operativi con una partnership che ci ha permesso in poco tempo di acquisire i primi 400 clienti. L’obiettivo per il 2026 integrare lo sviluppo commerciale di Rocket nel settore fintech con il conto corrente digitale offerto da Stantup, sfruttando la capacità di sviluppo e crescita commerciale del gruppo”.