> > Dolly Parton è morta a 80 anni: addio alla leggenda della musica country

Dolly Parton è morta a 80 anni: addio alla leggenda della musica country

Dolly Parton è morta a 80 anni: addio alla leggenda della musica country

Dolly Parton è morta a 80 anni a Nashville: la regina del country lascia oltre 100 milioni di dischi venduti e 11 Grammy.

È morta a 80 anni Dolly Parton, una delle personalità più influenti e popolari della musica americana. Cantautrice, attrice e imprenditrice, si è spenta nella sua casa di Nashville, in Tennessee. L’annuncio è arrivato attraverso un video del nipote Bryan Seaver.

Dalle origini povere del Tennessee al successo mondiale: la carriera di Dolly Parton

Dolly Rebecca Parton era nata il 19 gennaio 1946 a Pittman Center, nel Tennessee, ed era cresciuta a Locust Ridge in una famiglia numerosa e con poche possibilità economiche.

Una realtà che sarebbe poi entrata spesso nella sua musica. La madre Avie Lee le trasmise l’amore per le ballate tradizionali, mentre Dolly cominciò a comporre quando era ancora bambina. «Mi esprimevo attraverso la scrittura», avrebbe raccontato molti anni dopo. A undici anni cantava già alla radio e appena tredicenne si esibì sul prestigioso palco del Grand Ole Opry.

Terminati gli studi, nel 1964 si trasferì a Nashville per inseguire definitivamente la musica. Il primo album, “Hello, I’m Dolly”, uscì nel 1967, anno in cui iniziò anche la lunga collaborazione con Porter Wagoner. La successiva scelta di intraprendere la carriera solista ispirò “I Will Always Love You”, pubblicata nel 1974 e trasformata quasi vent’anni dopo in un successo planetario dalla versione di Whitney Houston.

A consacrarla furono anche “Jolene”, “Coat of Many Colors”, “Joshua”, “Love Is Like a Butterfly” e “The Bargain Store”.

Parton riuscì progressivamente a superare i confini del country e ad affermarsi nel pop con brani come “Here You Come Again”. Complessivamente pubblicò 49 album, raggiungendo per 49 volte la vetta delle classifiche country con i suoi dischi e conquistando il primo posto con 25 singoli. Entrò inoltre nelle Hall of Fame del Country e del Rock.

Il cinema rappresentò un altro importante capitolo della sua carriera. Nel 1980 debuttò in “9 to 5”, accanto a Jane Fonda e Lily Tomlin: l’omonima canzone divenne un simbolo delle rivendicazioni delle donne e dei lavoratori americani. Seguirono, tra gli altri, “Il più bel casinò del Texas”, “Nick lo scatenato” e “Fiori d’acciaio”. Dietro l’immagine costruita su capelli biondissimi, abiti appariscenti e una spiccata autoironia, Parton consolidò così una carriera capace di attraversare musica, cinema e televisione.

Dollywood, l’impegno sociale e gli ultimi mesi di Dolly Parton

Il successo le permise anche di costruire un’importante attività imprenditoriale. Nel 1986 aprì Dollywood, il parco tematico dedicato alla cultura e alla musica degli Appalachi che nel tempo è diventato uno dei più frequentati degli Stati Uniti e ha dato lavoro a migliaia di persone. A questo progetto affiancò produzioni televisive, una propria etichetta discografica e altre iniziative nel settore dell’intrattenimento.

Una parte centrale della sua eredità riguarda però la filantropia. Nel 1995 fondò la Imagination Library, progetto nato anche in omaggio al padre, che non sapeva leggere, e attraverso il quale sono stati distribuiti gratuitamente più di 200 milioni di libri ai bambini. Durante la pandemia Parton destinò inoltre un milione di dollari alla ricerca collegata al vaccino Moderna contro il Covid-19.

Anche negli ultimi decenni non aveva abbandonato la musica. Con lavori come “The Grass Is Blue”, “Little Sparrow” e “Halos & Horns” tornò alle sonorità bluegrass e gospel, mentre successivamente collaborò con artisti di generazioni diverse, compresa Miley Cyrus. Arrivarono anche produzioni per Netflix, un Emmy e, nel 2020, l’album natalizio “A Holly Dolly Christmas”.

Nella vita privata era rimasta legata per quasi sessant’anni a Carl Dean, conosciuto nel 1964 davanti a una lavanderia di Nashville e sposato due anni più tardi. Dean, sempre lontano dalla notorietà della moglie, è morto il 3 marzo 2025 a 82 anni. Parton lo aveva definito «l’amore tranquillo della mia vita». La coppia non aveva avuto figli e la cantante aveva spiegato: «Forse Dio aveva altri piani. Così ho potuto essere madre di tutti i bambini del mondo».

Dolly Parton è morta a 80 anni: Trump ricorda l’icona della musica country

Negli ultimi mesi le sue condizioni di salute erano peggiorate. Aveva cancellato diversi impegni, compresa una residenza a Las Vegas, e limitato le apparizioni pubbliche. Pochi giorni prima della morte aveva riferito a People di «avere a che fare con alcuni problemi di salute», senza entrare nei dettagli. Aveva inoltre rinunciato a un appuntamento a Dollywood dopo che i medici le avevano sconsigliato di viaggiare.

Alla notizia della scomparsa è arrivato anche il messaggio del presidente americano Donald Trump, che l’ha definita «una delle più grandi cantanti country – e non solo – di tutti i tempi». «È una perdita enorme per milioni di persone», ha scritto, aggiungendo: «Non c’è mai stata, né mai ci sarà, un’altra come lei». Il presidente ha inoltre disposto le bandiere a mezz’asta negli Stati Uniti per una settimana, concludendo il suo messaggio con le parole: «Riposa in pace, Dolly! Il mondo ti vuole bene».

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app