Lavorare da remoto, spostandosi da una città all’altra, non è più una moda legata alla pandemia. Anche se alcune aziende hanno fatto marcia indietro, il lavoro a distanza è ormai una realtà consolidata e sempre più professionisti scelgono di trasformare la workation in uno stile di vita. Per le donne, però, tra clima, cultura e costo della vita c’è un criterio che pesa più degli altri: sentirsi al sicuro.
È partendo da qui che Holidu, tra i portali di prenotazione di case vacanza più noti in Europa, ha stilato una classifica delle città più sicure per le lavoratrici nomadi digitali. Lo studio ha preso in esame le 200 mete indicate come migliori dagli stessi nomadi digitali su Nomads.com, incrociando i dati con quelli di Numbeo e Our World in Data. Sette i fattori considerati: sicurezza percepita nel camminare da sole, accoglienza verso stranieri e verso le donne, rapporto tra nomadi digitali donne e uomini, legislazione sulle molestie sul lavoro, parità di accesso ai lavori e presenza di visti per soggiorni di almeno sei mesi.
Venezia davanti a tutti in Europa
A guidare la graduatoria europea è un’italiana. Venezia conquista il primo posto grazie al 78,69% di donne che dichiarano di sentirsi a proprio agio camminando da sole. Pesano l’atmosfera accogliente e una conformazione interamente pedonale e ben illuminata, che rafforza la percezione di sicurezza anche per chi viaggia da sola.
Alle sue spalle c’è Valencia, che unisce convenienza economica e vivacità culturale e registra il rapporto più alto tra nomadi digitali donne e uomini dello studio, pari al 22%. A favorirla sono anche i trasporti affidabili, una solida comunità di espatriati e il visto spagnolo per nomadi digitali. Chiude il podio Porto, dove la cordialità verso gli stranieri è giudicata “Buona”, i tassi di criminalità sono bassi e le infrastrutture ben collegate.
Quarta e quinta posizione sono ancora portoghesi. Coimbra, città universitaria giovane e dinamica, ottiene un giudizio “Eccellente” per l’accoglienza verso le donne. Aveiro, la “Venezia del Portogallo” con i suoi canali colorati, vanta invece la più alta percezione di sicurezza dell’intero studio: il 91,45% delle donne si sente a proprio agio nel camminare da sola. Completano la top 10 L’Aia, Fiume, Portimão, Lisbona e Tallinn.
Il Portogallo fa il pieno
Il Paese più rappresentato in classifica è proprio il Portogallo, con cinque delle sei città incluse nella ricerca che rientrano nella top 20. Il visto dedicato ai nomadi digitali consente di vivere e lavorare nel Paese fino a un anno.
Pisa e Catania più indietro
Se Venezia brilla, il resto d’Italia fatica a tenere il passo. Nella graduatoria europea compaiono solo altre due città italiane: Pisa al 40° posto e Catania al 48°. La sicurezza percepita camminando per strada è migliore a Catania, mentre l’accoglienza verso gli stranieri è sufficiente in entrambe. Sulla gentilezza percepita verso le donne Pisa ottiene un buon livello, Catania soltanto sufficiente.
Nel mondo: Taipei, Chiang Rai e Montevideo
Fuori dall’Europa, il primo posto va con ampio margine a Taipei. La capitale di Taiwan è in testa per accoglienza verso gli stranieri, sicurezza percepita dalle donne e tutela dei loro diritti. I trasporti pubblici sono efficienti anche a tarda notte ed è normale vedere donne uscire da sole la sera. Anche Kaohsiung, l’altra città taiwanese analizzata, si piazza bene, al settimo posto. Chi vuole lavorare da remoto sull’isola può contare sul nuovo visto per nomadi digitali, lanciato a inizio 2025, che permette soggiorni fino a sei mesi.
Medaglia d’argento per Chiang Rai, in Thailandia, tra le città meno turistiche del Paese ma terza nell’intero studio per sicurezza percepita nel camminare da sole. Anche qui il rapporto tra nomadi digitali donne e uomini raggiunge il 22%, il più alto tra le città thailandesi analizzate. Lo studio segnala un netto divario interno: il Nord e Bangkok superano di gran lunga il Sud, soprattutto per la sicurezza percepita di notte.
Chiude il podio Montevideo, capitale dell’Uruguay, che ottiene il punteggio massimo in tutti i fattori legati ai diritti delle donne e nell’accoglienza verso donne e stranieri. Il rapporto tra nomadi digitali donne e uomini si ferma al 17%, di poco sotto la media, e la sicurezza percepita nel camminare da sole è inferiore alle altre due città del podio, ma comunque ben sopra la media.
