La notte tra mercoledì e giovedì del 2 luglio 2026 due dispositivi volanti non identificati sono caduti nell’area della Russian Embassy in Sweden a Stockholm. Secondo la missione diplomatica, uno dei droni trasportava un contenitore con vernice rossa, mentre l’altro era dotato di un oggetto descritto come una falsa carica esplosiva che è precipitata nei pressi del palazzo senza causare feriti.
Dettagli dell’incidente e reazioni immediate
L’ambasciata ha segnalato che i due droni sono arrivati nella notte e sono finiti all’interno del perimetro della sede diplomatica; questo fatto ha portato la missione a definire l’episodio non come un incidente isolato ma come un’azione mirata. La presenza di un contenitore con vernice e di un dispositivo falso ha spinto i responsabili della missione a parlare di un tentativo di intimidazione rivolto al personale diplomatico, anche se nessuno è rimasto ferito.
Come è stato descritto l’episodio dalle autorità russe
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova ha annunciato che la Russia richiamerà ufficialmente l’attenzione della controparte svedese sul caso, definendo gli eventi come «literal physical raids by drones that are being deliberately flown and targeted directly into the [embassy] compound’s perimeter».
In conferenza stampa Zakharova ha aggiunto la frase «We’ll have to do it again», espressione che riflette la nettezza della protesta mossa da Mosca.
Convocazione dell’ambasciatore svedese a Moscow e nota di protesta a Stockholm
A seguito dell’accaduto, il ministero degli Esteri russo ha comunicato l’intenzione di convocare l’ambasciatore di Sweden a MoscowAnna Christina Therese Johannesson per rappresentare le rimostranze ufficiali e ricordare gli obblighi derivanti dalla Convenzione di Vienna sulla protezione delle sedi diplomatiche. Nel frattempo, l’ambasciatore russo a Stockholm, Sergei Belyayev ha reso nota la presentazione di una nota formale di protesta alla controparte svedese, segnalando il carattere ripetuto delle aggressioni.
Accuse sulla gestione delle indagini in Svezia
La missione russa ha criticato le autorità svedesi sostenendo che le forze dell’ordine locali si siano limitate a redigere rapporti formali senza ottenere progressi concreti su «dozens» di episodi simili registrati negli ultimi anni. L’ambasciata ha avvertito che, in base alla propria ricostruzione, la responsabilità per eventuali nuovi attacchi ricadrebbe sulla parte svedese se non verranno adottate misure di tutela più efficaci.
Contesto storico di precedenti aggressioni contro la missione a Stockholm
Secondo quanto riferito dalla rappresentanza diplomatica, la serie di episodi contro la sede russa in Svezia include ripetute azioni di vandalismo con contenitori di vernice lasciati cadere da droni nel corso di oltre due anni. Le autorità russe ricordano inoltre un episodio di in cui un veicolo è stato usato per urtare i cancelli dell’ambasciata: quell’evento aveva già sollevato preoccupazioni sulla sicurezza del personale e sull’efficacia delle indagini locali.
La protesta di Mosca mira a ottenere un impegno più concreto da parte delle istituzioni svedesi, con la richiesta di indagini approfondite e misure di prevenzione per evitare il ripetersi di episodi che la missione giudica non occasionali ma parte di una campagna sistematica.
La vicenda rimane fluida: le autorità svedesi non hanno ancora fornito una dichiarazione pubblica con dettagli operativi immediatamente disponibili, mentre la diplomazia russa procede con la convocazione dell’ambasciatore e con l’invio di note ufficiali per ottenere chiarimenti e garanzie.
