(Adnkronos) – Suicidio assistito per ‘Libera’, 55enne toscana affetta da sclerosi multipla. La donna “è morta a casa sua in seguito all’autosomministrazione di un farmaco letale tramite il dispositivo con comando oculare che era stato appositamente predisposto dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) per consentire di azionare l’infusione endovenosa del farmaco per il fine vita”. Lo rende noto l’Associazione Luca Coscioni spiegando che è la 14esima persona in Italia ad aver avuto accesso al suicidio medicalmente assistito e la seconda in Toscana seguita dalla stessa Associazione Luca Coscioni. “Spero, con tutta me stessa, che nessuno debba più aspettare due anni per poter esercitare un diritto che gli appartiene già. Nessuno dovrebbe essere costretto a lottare così a lungo per ciò che dovrebbe essere garantito. La mia battaglia è stata dura, ma desidero credere che non sia stata vana”, ha dichiarato Libera.
“Il dispositivo le è stato consegnato dalla Usl ed è stato appositamente predisposto per lei dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) per consentirle di azionare l’infusione endovenosa del farmaco per il fine vita – rende noto l’Associazione su Fb – Grazie al sistema di puntamento oculare interfacciato con una pompa infusionale, ‘Libera’ ha attivato autonomamente l’infusione endovenosa del farmaco, superando l’ostacolo della tetraparesi spastica
che le impediva qualsiasi movimento, compreso quello necessario per premere il tasto di attivazione del macchinario solitamente usato per questa procedura”.
“A ‘Libera’ va il nostro grazie per aver lottato non solo per sé, ma per tutte le persone nelle sue condizioni, contribuendo ad aprire una strada che potrà essere percorsa anche da altri. In questo momento il nostro pensiero e la nostra vicinanza vanno alla sua famiglia e a tutte le persone che le sono state accanto”, dichiarano Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente segretaria nazionale e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.
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