La vittoria dell’AfD in Sassonia-Anhalt scuote la Germania e divide la politica italiana. Il risultato record dell’estrema destra apre il confronto sulla formazione del nuovo governo regionale e sul futuro degli equilibri europei.
AfD, vittoria record in Sassonia-Anhalt: la maggioranza assoluta resta lontana
L’AfD conquista la Sassonia-Anhalt e ottiene il miglior risultato della sua storia in un’elezione regionale tedesca, aprendo una fase politica delicata per Berlino e per l’Europa.
Nel Land dell’ex Germania Est, dove vive circa il 3% della popolazione nazionale, il partito di estrema destra guidato localmente da Ulrich Siegmund raggiunge il 43,8% dei voti, più del doppio del 20,8% raccolto nel 2021. La Cdu del cancelliere Friedrich Merz precipita invece dal 37,1% al 17,2%, mentre l’Spd si ferma al 9,3%.
Superano la soglia di sbarramento anche i Verdi, con l’8,9%, Linke, con l’8,6%, e il Bsw di Sahra Wagenknecht, al 5,3%. L’affluenza arriva al 77,8%, il livello più alto registrato nel Land dalla riunificazione.
Dopo le prime proiezioni, che avevano attribuito all’AfD oltre il 44% dei consensi, il risultato provvisorio assegna al partito 39 dei 83 seggi: per governare da solo ne servirebbero 42.
Siegmund rivendica comunque “un chiaro mandato a governare” e festeggia: “Abbiamo fatto la storia”. L’esito segna una svolta nel sistema politico tedesco, ma non garantisce all’AfD la guida del governo regionale. La formazione di un esecutivo dipenderà dalle alleanze: il Bsw, che dispone di cinque seggi, potrebbe avere un ruolo decisivo. La sua candidata Claudia Wittig ha spiegato alla Ard di voler valutare le proposte “in base ai contenuti”, senza escludere collaborazioni “anche con l’AfD o con altri partiti”.
Un’eventuale maggioranza alternativa richiederebbe dunque un accordo tra tutte le altre forze rappresentate in Parlamento, mentre il Bsw ha escluso un sostegno alla Cdu. In caso di stallo, Siegmund ha evocato nuove elezioni: “Nel peggiore dei casi, ci sarebbero semplicemente nuove elezioni e otterremmo il 50% o il 55%”. Il governatore uscente Sven Schulze, intanto, riconosce il peso del voto: “Sono loro il partito più forte. Dobbiamo affrontare la situazione. Questa è la democrazia, la gente è andata a votare in massa, come mai prima”. Parole che alimentano il confronto interno alla Cdu sulla tenuta dell’isolamento politico dell’AfD, mentre anche Alice Weidel celebra il successo del partito.
Salvini e Vannacci esultano, Tajani prende le distanze
Il risultato tedesco divide la politica italiana, a cominciare dai due vicepremier. Matteo Salvini si congratula con Alice Weidel e con l’AfD, definendo il voto “Un successo clamoroso, che evidenzia la forte richiesta di cambiamento, sicurezza e lavoro”. Il leader della Lega respinge le preoccupazioni della sinistra e conclude: “Paura? Terrore? Pericolo? No, si chiama democrazia. Un’altra Europa è possibile”. Di segno opposto la valutazione di Antonio Tajani, ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia, secondo cui l’affermazione dell’AfD è “una pessima notizia”. Pur ribadendo che il responso degli elettori deve essere rispettato, Tajani considera il partito tedesco antitetico ai valori liberali e occidentali di Forza Italia e auspica che il risultato rimanga un’eccezione locale. Per il vicepremier, l’Europa deve comprendere le paure dei cittadini e adottare iniziative politiche capaci di contrastare le derive populiste e fanatiche, ricordando che libertà, solidarietà e integrazione europea non sono conquiste definitive.
Esulta invece Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, che con l’AfD fa parte del gruppo Europa delle Nazioni Sovrane, nato nel Parlamento europeo nel 2024. Su Facebook scrive: “L’Europa cambia. In Sassonia AfD data al 44,5% dagli exit poll. Merz ha l’ulcera. Monti dovrà dedicare la sua scarsa energia anche a loro. Nessun dorma”. Il dato citato da Vannacci si riferisce alle prime proiezioni, successivamente riviste.
AfD trionfa con il 44,2%: le opposizioni lanciano l’allarme
Dal centrosinistra arrivano invece giudizi fortemente critici. Nicola Fratoianni, leader di Alleanza Verdi e Sinistra, si dice molto preoccupato per l’affermazione di una forza che definisce di ispirazione neonazista. A margine dell’apertura della festa “Terra!”, a Roma, collega il voto alla crisi del welfare, del lavoro e all’aumento delle diseguaglianze: “Questo voto nasce e si sviluppa nel rogo della civiltà del welfare, nella crisi del lavoro, nella diseguaglianza che esplode, nella follia della corsa al riarmo”. Per Fratoianni serve una reazione politica europea a difesa dell’argine costituzionale, democratico e antifascista, accompagnata da proposte capaci di affrontare povertà, precarietà e insicurezza sociale.
Angelo Bonelli, co-portavoce dei Verdi, parla a sua volta di un voto che “mi inquieta profondamente” e avverte del rischio di una crescita dei nazionalismi e dei suprematismi razziali. Secondo il leader di Avs, le forze progressiste devono tornare a occuparsi dei quartieri popolari, del lavoro e della giustizia sociale, affrontando anche le paure legate alla guerra e al riarmo.
Laura Boldrini, deputata del Pd e presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, definisce l’esito “un risultato allarmante”: la possibilità che l’AfD governi un Land tedesco rappresenterebbe, a suo giudizio, un passaggio inquietante per la democrazia europea. Da qui l’appello alle forze democratiche a unirsi contro l’estrema destra e a rispondere ai bisogni sociali e al desiderio di pace.
Carlo Calenda, leader di Azione, sostiene che “l’Unione europea è a rischio” davanti alla crescita di nazionalismi che guardano ai totalitarismi del passato. Giuseppe Conte individua invece una delle cause nelle scelte europee, accusando l’Ue di aver “pensato al riarmo invece che al sociale”.
L’eurodeputata di Avs Ilaria Salis interpreta il successo dell’AfD come il prodotto di un sistema economico che alimenta competizione e paura, ma anche degli errori di una sinistra che, a suo avviso, ha rinunciato a costruire un’alternativa. Per il senatore dem Filippo Sensi “Ha vinto la paura”, mentre Riccardo Magi, segretario di Più Europa, parla di “una nube nera” che si addensa sul continente.
Nel complesso, le opposizioni chiedono una risposta politica e sociale alla crescita dell’estrema destra, mentre il risultato della Sassonia-Anhalt riapre il dibattito sul futuro dell’integrazione europea e sugli equilibri della politica tedesca.
