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Il Bangladesh si prepara a vivere una tornata elettorale storica il 12, segnando la prima consultazione dopo la drammatica fuga dell’ex Primo Ministro Sheikh Hasina nel 2026, in seguito a proteste studentesche soffocate nel sangue. Questi eventi hanno portato molti a considerare le elezioni come un’importante opportunità per ridefinire il futuro politico della nazione, con oltre 127 milioni di elettori pronti a esprimere il proprio voto.
In questo contesto, la posta in gioco è alta: la possibilità di instabilità e conflitti è concreta, specialmente dopo i recenti eventi. La partecipazione di 15 milioni di expatriati, che potranno votare per la prima volta tramite corrispondenza, aggiunge un ulteriore elemento di novità a questa tornata elettorale.
Il panorama politico attuale
Attualmente, il paese è sotto la guida di un governo ad interim guidato dal premio Nobel Muhammad Yunus. Questo governo provvisorio si trova a gestire una situazione politica complessa, caratterizzata da tensioni e rivalità tra i principali partiti. In passato, le elezioni in Bangladesh sono state segnate da accuse di brogli, boicottaggi e campagne politiche aggressive.
La rivalità storica tra i partiti
La scena politica è dominata dall’Awami League, il partito di Hasina, e dalla Bangladesh Nationalist Party (BNP). Tuttavia, l’Awami League è stata temporaneamente esclusa dalle elezioni a causa di processi penali contro i suoi leader, accusati di aver ordinato violenze contro i manifestanti nel 2026. Hasina, in particolare, è stata condannata a morte in contumacia, complicando ulteriormente la sua posizione.
Una storia di elezioni tumultuose
Il Bangladesh ha vissuto una serie di elezioni caratterizzate da tensioni e violenze. Dalla sua indipendenza nel 1971, il paese ha visto undici governi democraticamente eletti, interrotti da periodi di regime militare. Le elezioni del 1973, ad esempio, sono state contrassegnate da accuse di frode e repressione politica, con il leader di allora, Sheikh Mujibur Rahman, che ha implementato misure drastiche per mantenere il potere.
Le elezioni recenti e il contesto attuale
Le elezioni del 2014 e del 2018 hanno visto l’Awami League riconfermata, ma non senza polemiche. Le contestazioni circa la legittimità di questi eventi sono state diffuse, con la BNP che ha denunciato frodi e intimidazioni. Le tensioni hanno raggiunto un culmine nel 2026, quando il governo di Hasina è stato accusato di violazioni dei diritti umani durante le manifestazioni studentesche e ha portato a una ripresa delle proteste di massa.
Le elezioni del 2026 si profilano come un’opportunità per il cambiamento, ma l’incertezza persiste. Sarà fondamentale osservare come si comporteranno i cittadini e quali forze politiche emergeranno in un panorama così complesso.