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La notte scorsa, la città di Caracas è stata teatro di una serie di esplosioni che hanno risuonato in tutta la capitale, accompagnate da rumori simili a quelli di aerei in volo. Le detonazioni, avvenute intorno alle 2 del mattino, hanno sollevato una colonna di fumo visibile in diverse aree cittadine. Il presidente venezuelano, Nicolás Maduro, ha descritto l’evento come una grave aggressione militare da parte degli Stati Uniti, proclamando immediatamente lo stato di emergenza nazionale.
Le conseguenze delle esplosioni
Secondo le informazioni fornite da vari media, almeno sette esplosioni hanno colpito non solo Caracas, ma anche le regioni circostanti, come La Guaira e Higuerote. I notiziari locali hanno riportato che una grande base militare è stata colpita, lasciando diversi quartieri senza elettricità e provocando incendi che hanno illuminato il cielo notturno.
Attività dell’amministrazione statunitense
Fonti americane hanno rivelato che il presidente Donald Trump aveva ordinato attacchi contro obiettivi strategici in Venezuela, tra cui strutture militari. La decisione di procedere con le operazioni notturne è stata discussa nei giorni precedenti, con i vertici militari che avevano valutato l’operazione durante le festività natalizie. Tuttavia, le condizioni meteorologiche avevano inizialmente ritardato l’attacco.
Le reazioni a livello internazionale
In seguito alle esplosioni, il presidente colombiano Gustavo Petro ha chiesto un incontro urgente tra le Nazioni Unite e l’Organizzazione degli Stati Americani per discutere la legalità delle azioni americane contro il Venezuela. Petro ha sottolineato l’importanza di mantenere il diritto internazionale e di proteggere la sovranità venezuelana.
La posizione del governo venezuelano
Il governo di Maduro ha invitato la popolazione a mobilitarsi in risposta a quella che considera un’attacco non provocato. Attraverso un comunicato ufficiale, il governo ha espresso il proprio rifiuto alle azioni militari statunitensi, denunciando le aggressioni che colpiscono sia le aree civili che quelle militari. La richiesta di mobilitazione è stata estesa a tutte le forze sociali e politiche del paese.
In un contesto di crescente tensione tra i due paesi, Maduro ha anche accennato a un possibile dialogo con l’amministrazione statunitense, affermando di essere disposto a discutere questioni rilevanti per entrambi i paesi. Tuttavia, le sue parole arrivano in un momento in cui le minacce di azioni militari da parte di Washington sembrano intensificarsi, con Trump che ha dichiarato che i giorni di Maduro al potere sarebbero contati.
Impatto sulla popolazione e lo stato di emergenza
Le esplosioni hanno avuto un forte impatto sulla vita quotidiana dei cittadini di Caracas. Molti residenti dei quartieri più colpiti, come El Junquito e La Pastora, hanno riferito di aver avvertito i boati delle detonazioni e di aver visto aerei sorvolare le loro teste. Le interruzioni di corrente hanno aggravato la situazione, costringendo molte persone a lasciare le loro abitazioni e cercare riparo nelle strade.
Le immagini condivise sui social media mostrano scene di panico e caos, con cittadini che si affollano per strada nel tentativo di capire la situazione. La comunità internazionale osserva con apprensione gli sviluppi in Venezuela, dove la tensione tra le forze governative e gli Stati Uniti continua a crescere, mettendo a rischio la stabilità regionale.