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Esplosione nella fabbrica di fuochi d’artificio: morti Simone e Teresa, madre e figlio

Esplosione nella fabbrica di fuochi d’artificio: morti Simone e Teresa, madre e figlio

L’esplosione nella fabbrica di fuochi d’artificio di Sant’Anatolia di Borgorose ha causato due vittime: morti madre e figlio, aperta un’inchiesta.

Un’altra esplosione, ancora una volta in una fabbrica di fuochi d’artificio e ancora nello stesso territorio. A tre anni dalla tragedia che aveva già causato tre vittime, Borgorose torna al centro dell’attenzione per un nuovo drammatico incidente alla Pirotecnica Mattei, costato la vita a due persone e riacceso il dibattito sulla sicurezza negli stabilimenti che lavorano materiali esplodenti.

Esplosione in una fabbrica di fuochi d’artificio a Rieti: una tragedia che riapre le ferite del 2023

L’incidente riporta alla memoria un’altra drammatica esplosione avvenuta nello stesso stabilimento appena tre anni prima. Il 28 luglio 2023, sempre nella sede della Pirotecnica Mattei a Torano di Borgorose, persero la vita Franco Colle, 59 anni, e i suoi due figli Anna, 32 anni, e Claudio, 25 anni.

I tre, originari di Avezzano, in provincia dell’Aquila, erano impegnati nella lavorazione di fuochi d’artificio in un’abitazione dove, secondo quanto emerso dalle indagini, venivano confezionati abusivamente materiali pirotecnici destinati alla stessa azienda. Simone Colle, morto nella nuova esplosione, era cugino di Anna e Claudio.

Dopo quella vicenda, nel giugno 2025, i titolari della Pirotecnica Mattei, Fabrizio e Gaetano Mattei, hanno patteggiato una pena di quattro anni ciascuno nell’ambito del procedimento che contestava la detenzione di materiale esplodente in un luogo non autorizzato, il caporalato e la morte come conseguenza di altro reato.

Successivamente lo stabilimento era stato dissequestrato e aveva ripreso l’attività dopo aver ottenuto nuovamente le autorizzazioni per la produzione e la vendita di fuochi d’artificio. Dopo il nuovo incidente, però, l’intera area è stata nuovamente posta sotto sequestro.

La Procura di Rieti ha aperto un fascicolo ipotizzando i reati di omicidio colposo e disastro colposo. Sono stati disposti rilievi tecnici, accertamenti sui materiali presenti e verifiche autoptiche per ricostruire ogni fase della tragedia. Gli specialisti del Gos (Gruppo operativo speciale) sono intervenuti con mezzi pesanti per rimuovere le parti della struttura crollata e consentire le operazioni di messa in sicurezza. Sulla vicenda è intervenuta anche la Cgil di Rieti, che ha chiesto di evitare di considerare l’accaduto come una semplice fatalità e ha sollecitato un approfondimento sulle condizioni di sicurezza e sul rispetto delle norme nei luoghi di lavoro.

Esplosione nella fabbrica di fuochi d’artificio: morti madre e figlio, chi erano Simone e Teresa

Un boato avvertito anche a diversi chilometri di distanza, poi le fiamme e il crollo della struttura. È il drammatico scenario seguito alla violenta esplosione avvenuta nella mattinata di mercoledì 8 luglio all’interno della Pirotecnica Mattei, a Sant’Anatolia di Borgorose, nel Reatino, al confine tra Lazio e Abruzzo. La deflagrazione ha provocato la morte di Simone Colle, 30 anni, e di sua madre Teresa Tozzi, 60 anni, i cui corpi sono stati recuperati dai vigili del fuoco tra le macerie della piccola costruzione completamente distrutta dalle fiamme. Al momento dell’incidente Simone si trovava all’interno del locale dove venivano lavorati i materiali destinati alla produzione di fuochi pirotecnici. La madre, secondo le prime ricostruzioni, era arrivata per portargli la colazione, anche se gli investigatori stanno verificando l’ipotesi che collaborasse abitualmente con l’azienda nei periodi di maggiore attività.

La tragedia si è consumata poco dopo le 9, quando tre esplosioni ravvicinate hanno squarciato il silenzio della zona. Una grande colonna di fumo si è alzata sopra lo stabilimento, visibile anche dai centri abitati vicini, mentre l’incendio ha rapidamente coinvolto la struttura. Le squadre dei Vigili del fuoco di Rieti e dell’Aquila sono intervenute per domare le fiamme e mettere in sicurezza l’area, supportate dal personale del 118 e dai carabinieri della stazione locale e del Reparto operativo di Rieti. Due dipendenti dell’azienda non sarebbero rimasti coinvolti perché si trovavano in un edificio distante dal punto dell’esplosione, mentre alcune fonti hanno riferito della presenza di un ferito trasportato in ospedale in condizioni gravi, dato ancora in fase di verifica.

Gli accertamenti dovranno chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto: secondo le prime ipotesi, l’esplosione sarebbe partita da una “casamatta”, ovvero un edificio utilizzato per la lavorazione preliminare dei materiali impiegati nella preparazione dei fuochi d’artificio. Gli investigatori dovranno stabilire anche quale quantità di materiale esplodente fosse presente nella struttura, considerando il periodo caratterizzato da numerosi spettacoli pirotecnici e feste patronali nella zona, compresa quella di Sant’Anatolia.

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