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Euro digitale, rischi e opportunità: cos’è, come funziona e il futuro dei pagamenti

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Voto a Strasburgo per l'Euro digitale: come funziona, cos’è e quali rischi pone per il sistema dei pagamenti e la privacy.

L’Euro digitale è al centro del dibattito europeo: ma cos’è, come funziona e quali rischi comporta? Questa nuova forma di denaro digitale, emessa dalla Banca centrale europea, promette di affiancare il contante tradizionale e di modernizzare i pagamenti, pur sollevando interrogativi su sicurezza, privacy e impatto sul sistema bancario.

Voto a Strasburgo e dimensione politica dell’Euro digitale

La giornata di oggi a Strasburgo rappresenta un momento simbolico, più politico che legislativo, per misurare la volontà dell’Eurocamera di portare avanti il dossier. La presidente della Bce Christine Lagarde ha lanciato un appello accorato: “Vi imploro di andare avanti con la proposta. Senza una moneta digitale l’Europa dipenderà da infrastrutture offerte da fornitori non europei. Questa non è indipendenza, non è sovranità europea”. Un concetto ribadito anche dal commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis: alla luce dei recenti sviluppi geopolitici, il progetto di euro digitale è più importante che mai.

I due emendamenti, firmati trasversalmente da eurodeputati di Socialisti, Verdi, Renew, Sinistra e da alcuni Popolari, sottolineano il ruolo dell’euro digitale come strumento di sovranità monetaria europea e complemento al contante. In particolare, viene ribadita l’importanza dell’accesso universale ai pagamenti, per evitare esclusioni derivanti dalla digitalizzazione affidata esclusivamente ad operatori privati non europei.

La fase normativa del regolamento è stata segnata da oltre 1.500 emendamenti, riflesso di un intenso dibattito politico, che attraversa anche i gruppi interni agli schieramenti. Il voto odierno servirà dunque a chiarire la reale dimensione delle divisioni e la determinazione del Parlamento nel sostenere un’infrastruttura pubblica europea dei pagamenti, in grado di integrare contante e servizi privati senza sostituire il sistema bancario tradizionale.

Arriva l’Euro digitale, cos’è e come funziona: conto, rischi e limite

Si tratta di una forma di denaro digitale emessa direttamente dalla Banca centrale europea, con lo stesso valore legale di banconote e monete fisiche, utilizzabile sia online sia offline, anche senza connessione internet. L’euro digitale potrà essere scambiato tra privati, impiegato per pagamenti nei negozi fisici e sugli e-commerce, attraverso un’app dedicata o tramite intermediari bancari.

Ogni cittadino avrà diritto a un conto in euro digitali presso una banca o un intermediario autorizzato. Per chi non possiede un conto tradizionale, sarà previsto un servizio universale – in Italia potrebbe essere gestito da Poste – che affiancherà il conto ordinario senza sostituirlo. Il saldo potrà essere ricaricato tramite trasferimenti da conti correnti, versamenti in contanti o conversione automatica durante i pagamenti.

I limiti imposti riguardano la detenzione massima, non la possibilità di spesa, mentre i commercianti non avranno restrizioni: gli euro digitali ricevuti saranno subito trasferiti sul conto bancario tradizionale. L’obiettivo della Bce è chiaro: garantire che la nuova moneta digitale completi il sistema bancario senza sostituirlo, tutelando la liquidità e il credito alle famiglie e alle imprese.