Una famiglia sterminata nella propria abitazione a Pietralata, a Roma. Padre, madre e la figlia di quasi sei anni sono stati trovati morti in casa. La disabilità della bimba e alcuni biglietti rinvenuti nell’appartamento sono tra gli elementi al vaglio degli inquirenti, che indagano sull’ipotesi di un omicidio-suicidio.
Famiglia sterminata a Pietralata: chi erano le vittime e cosa è emerso dalle indagini
Come riportato dall’Adnkronos, sono Luca Ambasciano, 42 anni, la moglie Valentina Pambianco e la loro figlia Bianca, che non aveva ancora compiuto sei anni, le tre vittime trovate senza vita nell’appartamento di via dell’Antracite, in zona Pietralata, a Roma. La bambina sarebbe stata affetta da una grave disabilità. Nell’abitazione è stato rinvenuto morto anche il cane della famiglia.
L’allarme è stato dato da un parente che, non riuscendo più a mettersi in contatto con la coppia, ha chiesto aiuto. I vigili del fuoco hanno quindi forzato la porta e, una volta entrati, hanno scoperto i tre corpi nella camera da letto, tutti con ferite provocate da colpi d’arma da fuoco. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia Montesacro, il personale sanitario, il medico legale e il pm della Procura di Roma.
Durante il sopralluogo è stata sequestrata una Glock regolarmente detenuta.
Gli investigatori stanno cercando di ricostruire la sequenza degli eventi e, in particolare, di accertare chi tra i due coniugi abbia utilizzato l’arma. Al momento una delle ipotesi ritenute più plausibili è quella di un omicidio-suicidio, ma gli accertamenti sono ancora in corso.
Famiglia sterminata, primi indizi: la disabilità della bimba mai accettata, i biglietti, la pistola
Un elemento importante per le indagini potrebbe arrivare da alcuni biglietti rinvenuti nell’appartamento, ora sottoposti all’esame degli inquirenti e che, secondo quanto riferito dai carabinieri, lascerebbero emergere la volontà di compiere il gesto estremo. La Procura dovrà verificare ogni dettaglio e chiarire se la tragedia possa essere collegata a una profonda situazione di disagio personale e familiare.
La famiglia era conosciuta e assistita dai servizi sociali del IV Municipio. Il presidente Massimiliano Umberti ha spiegato, come riportato dall’Adnkronos: “La famiglia trovata senza vita nell’appartamento a Pietralata era seguita dai nostri servizi sociali, la figlia era disabile grave. Persone per bene, che lottavano da anni“. Umberti ha precisato che non si trattava di una condizione di marginalità e che la famiglia riceveva anche un sostegno economico, aggiungendo: “Nonostante fossero seguiti anche economicamente, non è bastato“.
Il presidente ha parlato inoltre di una lunga e difficile battaglia vissuta dai genitori: “Non so se oggi non ce l’hanno fatta più. È un dramma”. Il Municipio sarà presente ai funerali, mentre resta il rammarico delle istituzioni davanti a situazioni estremamente complesse: “Il più grosso male che c’è oggi, secondo me, è proprio che di fronte a determinate problematiche non si riescono a dare delle risposte più efficaci“.
