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Febbre West Nile: allarme in 16 regioni italiane, ecco i dati aggiornati

Febbre West Nile: allarme in 16 regioni italiane, ecco i dati aggiornati

La febbre West Nile continua a diffondersi in Italia, con 312 casi confermati e 13 decessi. Scopri le zone più colpite e come proteggerti.

La febbre West Nile, una malattia trasmessa principalmente dalle zanzare, continua a preoccupare in Italia. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) i casi confermati dall’inizio dell’anno sono 312, con 13 decessi. Il virus è stato rilevato in 60 province di 16 regioni tra cui Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Lazio, Abruzzo, Sardegna e Sicilia.

Tra i casi più recenti, in provincia di Oristano i contagi sono saliti a 19, con un decesso registrato. Anche in Chieti è stato confermato un caso, una donna di 75 anni ricoverata nel reparto di Malattie Infettive dell’ospedale SS. Annunziata. La paziente è attualmente in condizioni stabili.

La diffusione del virus in Italia

Il virus West Nile è stato accertato in 60 province di 16 regioni italiane un numero superiore rispetto allo stesso periodo del 2026, quando i casi erano 351 e i decessi 22. Nonostante il numero di casi sia inferiore rispetto all’anno scorso, la diffusione territoriale è più ampia, con il virus che circola stabilmente in quasi tutto il territorio nazionale.

Tra i 312 casi confermati, 156 hanno sviluppato una forma neuro-invasiva, 115 la febbre West Nile e 40 sono infezioni asintomatiche individuate nei donatori di sangue. I decessi notificati sono 13, uno dei quali riguarda un caso importato.

Sintomi e prevenzione

La febbre West Nile è causata dal virus West Nile, trasmesso principalmente dalle zanzare del genere Culex. La malattia non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette. Nella maggior parte dei casi, l’infezione è asintomatica, ma può manifestarsi con sintomi simil-influenzali come febbre, mal di testa, nausea, stanchezza e dolori muscolari.

In una piccola percentuale di casi, il virus può interessare il sistema nervoso, provocando forme più gravi come meningite o encefalite. A rischio maggiore sono gli anziani e le persone fragili nei quali aumenta il rischio di complicazioni.

Non esiste un vaccino per la febbre West Nile. La prevenzione consiste principalmente nel ridurre l’esposizione alle punture di zanzare. È consigliabile utilizzare repellenti per insetti, indossare abiti che coprano maggiormente la pelle e installare zanzariere alle finestre. È importante anche eliminare i ristagni d’acqua da balconi e giardini, che possono diventare luoghi di riproduzione delle zanzare.

Le zone più colpite

Tra le zone più colpite, la Sardegna registra un numero significativo di casi, con 19 infezioni accertate in provincia di Oristano. Anche in Abruzzo in particolare a Chieti, è stato confermato un caso. Le autorità sanitarie hanno attivato procedure di prevenzione e controllo, avviando indagini epidemiologiche per ricostruire i luoghi frequentati dai pazienti e capire dove possa essere avvenuta l’infezione.

Il virus West Nile è diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America. In Italia, la sorveglianza e il monitoraggio attenti sono fondamentali per garantire la sicurezza di trasfusioni e trapianti, oltre che per prevenire la diffusione del virus.

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