Nel giro di poche ore prima delle elezioni di medio termine, la Federal Election Commission (FEC) ha dovuto disattivare temporaneamente i propri servizi web a seguito di un tentativo di violation informatica da parte di un soggetto non autorizzato. L’avviso inviato a numerose società di consulenza elettorale segnalava che un “bad actor” stava tentando di violare i sistemi dell’agenzia, costringendo la commissione a chiudere la parte visibile al pubblico del proprio portale.
L’interruzione è avvenuta intorno alle 22:15 EST di lunedì, ovvero alle 02:15 GMT di martedì, ed è stata comunicata tramite una nota di stato sul sito ufficiale della FEC.
Il sovraccarico informatico ha impedito la presentazione delle dichiarazioni obbligatorie relative alle spese di campagna, in particolare i rapporti a 24 e 48 ore, fondamentali per monitorare l’utilizzo dei fondi da parte di candidati e gruppi politici.
Anche se la FEC non gestisce direttamente l’organizzazione delle votazioni, il suo ruolo di monitoraggio dei finanziamenti federali è cruciale per garantire la trasparenza del processo elettorale. In questa fase delicata, l’impossibilità di caricare i dati rischia di lasciar nell’oscurità le dinamiche di spesa negli ultimi giorni di campagna.
Il blackout informatico della FEC
Secondo la comunicazione interna inviata alle società di compliance, la decisione di sospendere i servizi web è stata presa per salvaguardare l’integrità dei sistemi interni, evitando ulteriori tentativi di accesso non autorizzato. L’email specificava: “We have a bad actor trying to breach FEC systems. As a result, we’ve had to temporarily suspend our web-facing services”. Il cybersecurity dell’agenzia è stato subito avviato, con il coinvolgimento del Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA) e dell’FBI, i quali hanno deferito le loro indagini alla FEC stessa. Fino a quando il problema non sarà risolto, gli utenti possono comunque consultare i rapporti già depositati, ma non è possibile inserire nuove informazioni né aggiornare quelle esistenti.
Dichiarazioni dei responsabili
La commissione ha rilasciato una breve nota in cui ha rassicurato il pubblico, sottolineando che l’attacco non riguarda i voter files né la registrazione degli elettori, competenze gestite dagli enti statali. La commissaria democratică Dara Lindenbaum ha precisato su X che “This has NOTHING to do with voter files or voter registration. Those are maintained by the states. The FEC only handles federal campaign finance findings.” Ha aggiunto che lo staff informatico sta lavorando per ripristinare il servizio al più presto, dato che la trasparenza dei dati di spesa è l’unico modo per tenere sotto controllo l’afflusso di denaro nelle ore precedenti le elezioni.
Come l’attacco incide sui report di spesa elettorale
Il blocco del sistema di deposito elettronico impedisce a partiti, candidati e gruppi d’interesse di inviare i rapporti obbligatori entro i termini di 24 e 48 ore. Questi documenti raccontano in dettaglio come vengono spesi i fondi, includendo le donazioni, gli acquisti di spot pubblicitari e le spese operative. Il loro ritardo o la loro completa assenza rende più difficile per i giornalisti, gli analisti e gli elettori capire chi sta finanziando le campagne e in che misura, un aspetto particolarmente sensibile in una corsa dove le somme coinvolte raggiungono valori senza precedenti.
Conseguenze per la trasparenza nei giorni decisivi
Studi realizzati da OpenSecrets hanno evidenziato che, nell’ultima settimana, i gruppi Super PAC e le organizzazioni di dark money hanno speso una media di 50 milioni di dollari al giorno, con picchi che superano i 250 milioni in una sola giornata (20 ottobre). L’interruzione del sistema di reporting rende qualsiasi analisi di queste spese quasi impossibile, lasciando gli osservatori senza le informazioni chiave per valutare l’influenza dei grandi finanziatori nei momenti più critici della campagna.
Contesto di spesa record nelle elezioni di medio termine
Le elezioni di metà mandato del 2026 si preannunciano come le più costose della storia americana, con una spesa complessiva stimata di 11,21 miliardi di dollari per pubblicità e prenotazioni future, superando il record di 11,2 miliardi del 2024. Gran parte di questo denaro proviene da Super PAC, entità che possono ricevere contributi illimitati da individui e società, salvaguardate da rigide restrizioni. La crescita esponenziale dei fondi rende il lavoro di monitoraggio della FEC ancora più cruciale, poiché ogni milione speso può influenzare gli esiti in stati chiave. Il blackout digitale, se protratto, rischia di compromettere la capacità di cittadini e giornalisti di tenere sotto controllo questa ingestione di denaro, indebolendo un pilastro della democrazia trasparente.
