Le autorità russe hanno intensificato le indagini su chi utilizza le criptovalute per sostenere cause considerate estremiste. In questo contesto, il caso di Yury Belenky, un informatico di 49 anni con permesso di soggiorno bulgaro, è diventato simbolo di una nuova ondata di repressione. Arrestato a Mosca nello scorso settembre, Belenky è rimasto in custodia preventiva fino alla sua comparizione davanti al 2° Tribunale Militare del Distretto Occidentale.
Sentenza del tribunale militare: tre anni di carcere più dieci in colonia di regime rigoroso
Il giudice ha dichiarato colpevole Belenky di aver finanziato il terrorismo, infliggendogli una pena complessiva di 13 anni: tre anni di reclusione seguiti da dieci anni in una colonia penale a regime severo. La decisione è stata comunicata il 27 ottobre, a pochi giorni dalla chiusura del caso da parte delle autorità.
Nonostante le proteste dell’imputato, che ha negato ogni illecito, il tribunale ha ritenuto sufficienti le prove fornite dalle indagini.
Il ruolo decisivo di Binance nella ricostruzione dei flussi finanziari
Secondo i fascicoli giudiziari, Binance ha consegnato alle forze dell’ordine russe l’intera cronologia delle transazioni di Belenky, incluse le trasferenze verso campagne di raccolta fondi ucraine.
Le autorità hanno richiesto i dati in risposta a una specifica indagine, e gli archivi hanno permesso di collegare i pagamenti a organizzazioni militari dell’Ucraina. Binance, che ha cessato le operazioni in Russia nel 2023, ha dichiarato di non avere potere di determinare le leggi di alcuna giurisdizione e di non commentare casi singoli, ma la sua collaborazione è risultata cruciale per la condanna.
Dettagli delle donazioni: oltre 700 dollari a campagne ucraine
I registri mostrano che Belenky ha inviato più di 700 dollari a iniziative di raccolta fondi in risposta a un appello dell’ex giornalista e critico del Cremlino Arkady Babchenko. Alcune di queste somme sono state devolute alla Brigata Azov e al Regimento Azov, unità che Mosca considera una minaccia alla sicurezza nazionale. Le donazioni erano destinate, a detta dei sostenitori, all’acquisto di equipaggiamento medico e alla formazione militare ucraina.
Implicazioni più ampie: criptovalute, terrorismo e diritti umani
Il caso di Belenky si inserisce in un trend crescente di persecuzioni contro i donatori che usano le cryptocurrencies per sostenere cause ritenute estreme dal governo russo. Organizzazioni per i diritti umani, come First Department, sottolineano che molti imputati credevano nella anonimato garantita dalle monete digitali, ma le indagini hanno dimostrato il contrario. L’avvocato Yevgeny Smirnov ha definito la collaborazione di Binance una “prova chiave” nel procedimento penale, mentre esperti di privacy ricordano che la società, pur avendo lasciato il mercato russo, poteva trovarsi in una posizione delicata rispetto alle normative europee sulla protezione dei dati a causa della residenza bulgara di Belenky.
