> > Rinnovate le discussioni sul dazio auto e acciaio tra Washington e Ottawa

Rinnovate le discussioni sul dazio auto e acciaio tra Washington e Ottawa

Rinnovate le discussioni sul dazio auto e acciaio tra Washington e Ottawa

Le discussioni tra USA e Canada si intensificano, ma i punti di rottura rimangono invariati.

Il conflitto commerciale tra Stati Uniti e Canada è tornato alla ribalta dopo una breve pausa estiva. Nel 2025 l’amministrazione Trump aveva imposto un dazio del 50% su circa 20 miliardi di dollari di prodotti canadesi, colpendo soprattutto auto, acciaio e alcolici. Il Canada ha risposto con contromisure analoghe, creando una spirale di pressioni reciproche che ha già influito sui prezzi al consumo in entrambi i paesi.

Con le elezioni di medio termine negli USA a pochi giorni dal 27 ottobre 2026, la questione è tornata al centro del dibattito politico, alimentando attacchi da entrambe le parti ma anche spingendo verso una possibile riapertura dei negoziati.

Riacceso il dialogo commerciale dopo la telefonata del 21 ottobre

Il punto di svolta è stato il colloquio telefonico tra il presidente Donald Trump e il primo ministro canadese Mark Carney, avvenuto il 21 ottobre.

Da quel momento, il segretario al commercio statunitense Howard Lutnick e il ministro del commercio canadese Dominic LeBlanc hanno scambiato numerosi messaggi, secondo fonti interne che hanno chiesto l’anonimato. Le conversazioni si sono concentrate sui dazi su auto e acciaio, temi che da tempo costituiscono il nocciolo della disputa. Carney ha definito questa fase una “un petit intensification”, lasciando intendere che si tratti di un piccolo ma significativo aumento dell’intensità negoziale.

Dazi su auto, camion pesanti e settori vincolati

Il punto più delicato resta la richiesta di riduzione dei dazi su veicoli leggeri e pesanti. Washington ha mantenuto una posizione rigida sul settore dei camion, prodotti in gran parte in Ontario, mentre Ottawa insiste per un abbassamento dei dazi su auto e acciaio. Lutnick, già protagonista di accordi simili con Unione Europea e Giappone, sembra disposto a concedere riduzioni solo se accompagnate da grossi investimenti produttivi negli Stati Uniti. Le parti non hanno ancora raggiunto alcun accordo formale e le richieste di base – riduzione dei dazi canadesi e maggiore accesso al mercato canadese di alcolici e prodotti lattiero-caseari – rimangono in fase di discussione.

Pressioni politiche e contesto elettorale

Il rinnovato fervore diplomatico coincide con le preoccupazioni dei repubblicani nelle regioni di confine. Senatori come Bernie Moreno (R-Ohio) e candidati al Senato in Michigan e Maine hanno criticato la situazione, denunciando l’impatto negativo dei dazi sui consumatori locali. Il Presidente Trump, durante un comizio a Michigan, ha assicurato che il conflitto “si risolverà presto”, sperando di dare sollievo alle economie statali prima delle elezioni. Tuttavia, Carney non sembra disposto a fare concessioni politiche, avendo recentemente accolto la visita di leader dell’Unione Europea a Montreal per rafforzare alleanze fuori dal contesto nordamericano.

Reazioni delle imprese e dei gruppi di pressione

Le associazioni industriali statunitensi, tra cui il presidente di Century Aluminum Jesse Gary, hanno incontrato i funzionari di Commerce e dell’USTR per difendere lo status quo dei dazi. Gary ha sottolineato che le misure attuali “funzionano” e che qualsiasi modifica dovrebbe essere accompagnata da garanzie d’investimento. In Canada, le aziende del settore automobilistico continuano a richiedere condizioni più favorevoli, sostenendo che le attuali tariffe ostacolano la competitività globale. Nonostante le pressioni interne, entrambe le amministrazioni hanno ribadito che il rapporto “è molto buono” e che “non si sta per cambiare quartiere”.

Le trattative tra Stati Uniti e Canada sono entrate in una fase di intensificazione limitata, ma i punti di rottura fondamentali – dazi su auto, acciaio e accesso ai mercati dei prodotti agricoli – rimangono irrisolti. Con le elezioni statunitensi alle porte e la prossima sommaria visita europea a Ottawa, le parti potranno cercare di trovare un terreno comune, ma ogni passo avanti sembra dipendere da una più ampia rinegoziazione delle condizioni commerciali a lungo termine.

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