Il 26 ottobre a Parigi si è tenuto il consueto incontro del formato E5 della Difesa, riunendo i ministri della difesa di Italia, Francia, Germania, Polonia e Regno Unito. Presenziali anche l’Alta rappresentante dell’UE per la politica estera, Kaja Kallas, il commissario europeo alla Difesa, Andrius Kubilius, e la vice segretaria generale della NATO, Radmila Shekerinska.
Il dibattito è stato incentrato sulla crisi ucraina, sulle prospettive di pace e sui nuovi strumenti finanziari europei volti a rafforzare la capacità di difesa del continente.
Italia mantiene fermo l’impegno per Kiev
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha sottolineato che il sostegno italiano all’Ucraina è un impegno assunto a livello internazionale, europeo e atlantico.
«Consideriamo la situazione ucraina molto pericolosa per la sicurezza dell’Europa e, per questo, l’aiuto non è un gesto verso una terza nazione, ma un investimento nel nostro futuro», ha dichiarato il ministro, aggiungendo che Roma continuerà a fornire assistenza «nel limite delle proprie possibilità». L’affermazione è stata accompagnata dalla presentazione del tredicesimo pacchetto di aiuti militari, strutturato come decreto interministeriale che coinvolge Difesa, Esteri ed Economia.
Il tredicesimo pacchetto di aiuti militari
Il nuovo pacchetto, ancora da rendere pubblico nei dettagli, è stato elaborato dallo Stato maggiore della Difesa e prevede l’utilizzo di procedure accelerate per garantire la consegna rapida di mezzi, materiali ed equipaggiamenti. Fino ad oggi, i precedenti pacchetti hanno incluso SAMP/T, missili Stinger, veicoli blindati Lince, munizioni, mitragliatrici e attrezzature di protezione. Secondo una valutazione dell’Istituto Affari Internazionali, il valore complessivo dell’assistenza militare italiana ha superato i 3 miliardi di euro. Nel 2026 l’autorizzazione alla cessione di questi beni è stata prorogata fino al 31 dicembre, con priorità per le necessità logistiche, sanitarie e di protezione contro attacchi aerei, missilistici, droni e minacce cibernetiche. I costi sono in parte rimborsati dall’UE attraverso lo Strumento europeo per la pace (European Peace Facility).
Le dichiarazioni dell’UE e le nuove iniziative di difesa
L’Alta rappresentante Kaja Kallas ha espresso un quadro molto più cupo: «Ci sono poche speranze di una pace imminente in Ucraina», ha affermato, avvertendo che il Paese si prepara a “un altro brutale inverno di guerra”. Per l’UE, la priorità resta aiutare Kiev a resistere agli attacchi russi e aumentare i costi per Mosca. Nel mese corrente l’Unione ha adottato le misure restrittive più ampie contro la Russia dall’inizio del conflitto e sta valutando ulteriori sanzioni. Kallas ha inoltre lodato le operazioni navali europee, citando l’intervento Aspides nel Mar Rosso, fondamentale per garantire la libera circolazione di merci e petrolio di fronte agli attacchi degli Houthi.
SAFE 2.0 e il bando da 21 miliardi di euro
Il commissario alla Difesa Andrius Kubilius ha annunciato l’avvio del nuovo strumento SAFE 2.0, prevedendo un bando da 21 miliardi di euro non ancora utilizzato nella prima tornata del programma. Questi fondi saranno destinati a progetti congiunti con l’Ucraina, tra cui il sostegno al progetto antimissilistico Freyja e l’assistenza ai servizi spaziali ucraini, di cui il Paese ha urgente necessità. L’obiettivo è rafforzare la capacità di deterrenza autonoma dell’Europa, senza rinunciare alla tradizionale cooperazione atlantica.
Sicurezza marittima e cooperazione internazionale
Kaja Kallas ha ringraziato Italia, Francia e Grecia per il loro contributo all’operazione Aspides, sottolineando che più di 60 paesi hanno aderito all’impegno contro i pedaggi illegali sulle rotte internazionali. L’Alta rappresentante ha inoltre avvertito di un possibile nuovo giro di escalation tra Stati Uniti e Iran, ricordando che «qualunque escalation creerebbe solo perdenti» e aggraverebbe l’instabilità globale. In questo contesto, la cooperazione industriale è cruciale: la vicepresidentessa NATO, Radmila Shekerinska, ha ribadito che «più produciamo, più possiamo sostenere l’Ucraina», invitando gli alleati a intensificare la produzione di armamenti e a rafforzare la difesa aerea e missilistica.
