Nel, la turchia e le Nazioni Unite hanno negoziato un accordo cruciale per la sicurezza della navigazione nel Mar Nero, consentendo il passaggio di quasi 33 milioni di tonnellate metriche di esportazioni agricole ucraine. L’obiettivo primario era evitare una crisi alimentare globale, garantendo che il grano e altri prodotti arrivassero ai mercati internazionali nonostante il conflitto in corso.
Il 2023 ha segnato una svolta: la Russia ha deciso di ritirarsi dall’impegno, denunciando che le sanzioni occidentali ostacolavano le proprie esportazioni di cibo e fertilizzanti e accusando l’Ucraina di sfruttare il corridoio marittimo per attività militari. Da quell’estate sono aumentati gli attacchi a navi commerciali e infrastrutture portuali, facendo lievitare i prezzi del grano sui mercati mondiali.
Le dichiarazioni di Alexander Alimov sul dialogo con la Turchia
Alexander Alimov, vice direttore del dipartimento per le organizzazioni internazionali del Ministero degli Esteri russo, ha ribadito lunedì che Mosca sta valutando le proposte ricevute da diversi Stati. “Siamo in dialogo con tutti i paesi, compresa la Turchia”, ha affermato, sottolineando che le trattative non si limitano a un singolo interlocutore ma coinvolgono una rete più ampia di attori internazionali.
Proposte da Paesi terzi
Alimov ha indicato che le offerte arrivano da nazioni sia europee che extra-europee, ma che, al momento, non emergono segnali concreti di una ripresa dell’accordo sul grano. La mancanza di consenso è legata principalmente alle preoccupazioni di Russia su come le operazioni navali possano influire sulle proprie esportazioni di fertilizzanti, nonché al timore che l’uso del corridoio possa favorire attività militari da parte dell’Ucraina.
Perché l’accordo rimane inattivo: ostacoli e tensioni
Oltre alle ragioni diplomatiche, la situazione sul campo ha aggravato le difficoltà. Gli attacchi a navi mercantili e alle infrastrutture portuali del Mar Nero si sono intensificati, creando un clima di insicurezza che scoraggia le compagnie di navigazione dal partecipare al trasporto di grano. Questa instabilità ha spinto gli operatori a richiedere garanzie più stringenti prima di rimettere in opera il corridoio.
Il ruolo della Turchia e delle Nazioni Unite
Da quando la Turchia ha mediato l’accordo originale, Ankara continua a offrire la propria mediazione, proponendo una nuova struttura di sicurezza marittima che dovrebbe includere monitoraggi più rigorosi e accordi di de-conflict. Tuttavia, le posizioni divergenti di Russia e Ucraina rendono difficile trovare un terreno comune che soddisfi entrambe le parti.
Implicazioni per il mercato globale del grano
Nel frattempo, le nazioni africane sono emerse come importanti acquirenti del grano russo, contribuendo a ridistribuire il flusso commerciale a seguito della paralisi del corridoio. Nonostante ciò, la riduzione del volume di esportazioni ucraine ha alimentato un aumento dei prezzi internazionali del grano, mettendo sotto pressione i paesi importatori più vulnerabili.
Le proposte internazionali e il continuo dialogo con la Turchia non sono ancora riusciti a superare gli ostacoli politici e di sicurezza che tengono sospeso l’accordo del 2022. La questione del grano nel Mar Nero resta una delle sfide più complesse nella gestione della crisi alimentare globale legata al conflitto russo-ucraino.
